Mongo95 di Mongo95
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In relazione al principio di prestazione, il carattere della sessualità è la centralizzazione. Ciò significa che essa viene orientata verso l’altro, un oggetto estraneo, e in relazione a se stessi unicamente verso l’apparato riproduttivo, cioè la procreazione. Al di là di ciò, tutto il resto dell’energia istintuale viene liberata verso funzioni produttive. Le “perversioni sessuali”, forme di ribellione nei confronti di questo sistema fondato sulla repressione, sono messe al bando. Secondo Marcuse, la caratteristica della sessualità precivile è di essere per sua natura perversa e polimorfa, cioè non necessariamente limitata alla procreazione e alla genitalità. Non necessariamente inquadrabile nel rapporto monogamico. Quindi, se le restrizioni imposte (fondamentali e additive), sono orientate al limitarla alla procreazione e alla monogamia, e alla desessualizzazione, è inevitabile che la perversione in quanto tale sia una forma di ribellione al sistema, e ad essa è spesso connessa la fantasia. La perversione non è soltanto un pericolo per la nostra società capitalistica avanzata, ma rischia anche di mettere in pericolo l’umanità in quanto tale. Nella perversione infatti il rapporto tra eros e violenza raggiunge il suo acme. L’istinto di morte viene represso a livello di civiltà, ma ammette il rapporto eros-violenza solo nei termini in cui esso viene controllato e sublimato, per esempio nei suoi prodotti derivati (es. sadomasochismo). Ma mai come istinto in quanto tale, e ciò spiega la trasformazione dell’istinto di morte in, per esempio, progresso tecnico, formazione del Super-Io, trasformazione della natura. L’intero progresso della civiltà è reso possibile dalla trasformazione, utilizzazione, deviazione dell’istinto di morte e suoi derivati. Per quanto riguarda la formazione del Super-Io, da un lato ha la funzione di proteggere l’unità dell’Io; dall’altro disgrega la personalità nel suo complesso, difendendo l’unità di una sola sua componente. L’istanza suprema della moralità è dunque un’istanza di violenza, di autodistruzione.

Se così stanno le cose, che senso ha reprimere la libido, si chiede Marcuse, dato che proprio reprimendola si sviluppano queste tendenze autodistruttive nella società.

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