pexolo di pexolo
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Anche avvalendosi di concetti psicanalitici Marcuse, in Eros e civiltà, smaschera “la repressione dell'uomo sull'uomo”, operata dal sistema capitalistico, la cui essenza nascosta e il “totalitarismo” come mortificazione dell'eros, rinunzia agli istinti, alla creatività e alla felicità. Il sistema determina a priori le condizioni della propria sopravvivenza, perché stabilisce non soltanto le condizioni sociali in cui l'uomo vive, ma anche i suoi bisogni e le sue aspirazioni. La tecnologia, piuttosto che costituire la liberazione dai bisogni, si trasforma in strumento di dipendenza e di reificazione delle coscienze. Ogni tentativo di sfuggire alla unidimensionalità dell'esistenza è destinato a fallire, se si rimane legati alla logica del sistema, nella rete degli allettamenti del capitalismo. Nella civiltà “industriale avanzata”, gli uomini liberi non hanno bisogno di essere liberati, e gli oppressi non sono forti abbastanza per liberarsi; la liberazione è diventata la possibilità pia razionalmente repressa, la pia remota e, comunque, non è alla portata della filosofia impedire ai padroni la «introiezione democratica nella psiche» della popolazione. Leggiamo in Eros e civiltà: «La manipolazione sociale delle anime, e la scienza delle relazioni umane producono la catarsi della libido. Nella società opulenta, le autorità non hanno quasi più bisogno di giustificare dominio che esercitano, provvedendo al continuo flusso dei beni, esse provvedono a che siano soddisfatte la carica sessuale e l'aggressività dei loro soggetti... La direzione scientifica dei bisogni istintuali è divenuta un fattore vitale per la sopravvivenza del sistema”.

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