Mongo95 di Mongo95
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La struttura razionale del dominio che abbiamo nel capitalismo avanzato, che non era presente nel dominio dispotico, è funzionale ad un altro scopo, cioè prevenire le ribellioni, i tentativi di eversione al dominio. Il fallimento delle insurrezioni consiste in una dinamica psicologica, illuminata alla perpetuazione del senso di colpa. L’integrazione degli individui nel sistema gerarchico del lavoro la accompagna, cioè fa si che gli uomini di fatto diventino così solidali al sistema del dominio da identificarsi con esso. Se ci si autoidentifica col potere, si considerano gli interessi del dominio come propri bisogni. La razionalizzazione operata dal potere è di fatto una razionalizzazione della repressione, una forma sottile del rapporto dominanti-dominati. Se gli interessi dei dominanti sono i bisogni di tutti, allora il dominio non ha più difficoltà a proporli come razionali.
Per questo motivo, alla fine i dominati vedono a garanzia della propria libertà soltanto l’amministrazione e le leggi, cioè i sostituti naturali del padre. Egli è colui che pone la repressione, ma essa è l’elemento costitutivo della civiltà, attraverso la quale gli uomini rinunciano alla propri libertà assoluta nella fruizione del piacere in cambio della sicurezza. Il padre esercita un dominio, ma garantisce allo stesso tempo un qualcosa, un ordine. Lo stesso avviene ora: non c’è altra libertà se non quella garantita dall’amministrazione e le sue leggi. La rivolta contro tale ordine viene percepito allora dagli uomini come un “crimine supremo”, come lo era stata l’uccisione del padre. Data l’identificazione tra interessi del dominio e bisogni individuali, l’amministrazione regola il tutto ed è garanzia dei propri desideri individuali, quindi è un crimine andarle contro. Ne nasce l’avversione innata di tutti verso qualsiasi cosa di anarchico. Diventa allora difficile far attecchire un’alternativa al sistema, dato che gli uomini sono a tal punto integrati, identificano i propri bisogni nella razionalità della società e vedono nei suoi organi i custodi della propria libertà. Questa è la razionalizzazione del dominio, una “fragile base razionale” che però deborda nell’irrazionalità.

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