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Concetti Chiave

  • La democrazia ha trasformato gli agenti del cambiamento, rendendo complicata la possibilità di una rivoluzione interna nella società industriale avanzata.
  • La liberazione è presentata come una possibilità storica concreta, ma repressa dal sistema, richiedendo una nuova interpretazione del concetto di utopia.
  • Marcuse sostiene che la vera rivoluzione si sposta a livello internazionale, nei paesi sottosviluppati, dove i diseredati possono sovvertire la storia.
  • Il ruolo degli intellettuali è cruciale: devono rifiutare la cooperazione con il sistema e diffondere un sapere non manipolato per innescare una crisi sistemica.
  • La protesta studentesca è vista come una ribellione istintiva che può catalizzare il rifiuto degli intellettuali e favorire una lotta politica per l'eros.

La democrazia e la rivoluzione

Il fatto che la democrazia sia stata introiettata, con tutti i problemi che poi ciò crea all’interno della società industriale avanzata, fa si che gli agenti sociali del cambiamento non possano essere più gli agenti della rivoluzione (per via dell’integrazione degli opposti). Uomini liberi che non hanno bisogno di essere liberati, oppressi che non sono forti abbastanza per liberarsi. Nuove condizioni che dunque richiedono una nuova riformulazione del concetto di utopia: liberazione che è la più concreta e realistica delle possibilità storiche; e allo stesso tempo è anche la più astratta. Realistica perché il reale è razionale, la liberazione è l’unica cosa che può correggere la razionalità della situazione presente; astratta e remota perché il sistema la reprime attraverso i suoi meccanismi.

Liberazione e conflitti internazionali

Se così stanno le cose, sembra che questa liberazione, realistica ma remota, non si possa fare. Allora Marcuse afferma che la rivoluzione si sposta altrove, a livello internazionale, là dove davvero i repressi e i diseredati hanno una carica esplosiva, cioè là dove ci sono questi conflitti tra la società industriale avanzata e i paesi sottosviluppati. Questi popolo costituiscono, per tutte le loro caratteristiche, per il loro odio biologico, il negativo della storia e potrebbero davvero sovvertirne il corso. Ma hanno bisogno di un sostegno che, paradossalmente, trovano nell’ingenua ribellione istintiva studentesca. Il negativo rappresentato da questi popolo è dovuto all’assenza di tecnologia (guerriglia) nel conflitto contro i paesi avanzati (forza militare). Le armi che mettono a nudo la distruttività insita nel sistema della repressione opulenta. Il conflitto e l’affermazione dei paesi sottosviluppati potrebbe favorire l’affermazione nei paesi sovrasviluppati un nuovo modello di sviluppo. È una rivoluzione istintuale, un odio biologico, in cui l’assenza della tecnologia viene interpretata come la sfida del corpo nei confronti di essa e dell’oppressione che porta.

Marcuse è consapevole della difficoltà del successo, perché all’interno della società industriale avanzata esistono delle forti resistenze. Fa riferimento anche ai movimenti di protesta, ma anche ad una forza di violenza da parte di essa, a favore della causa della pace. Ma si deve supporre che l’aggressività a favore della vita sia meno dannosa per gli istinti della vita, piuttosto che l’aggressività nell’aggressività. Non tanto legittima quindi, ma più favorita. C’è anche una vena infantile nelle proteste: contro l’efficienza della società industriale, l’immaturità infantile e ridicola. Dato che la rivoluzione si sposta dal fronte interno al fronte esterno, allora all’interno il punto dove attaccare il sistema è la protesta contro la guerra.

Il ruolo degli intellettuali

Se non è la classe operaia l’agente della rivoluzione, ormai integrata, chi deve allora svolgere il ruolo principale all’interno della società industriale avanzata, detto che la ribellione degli studenti è del tutto istintiva? Gli intellettuali, con la diffusione di un sapere non controllato e non manipolato. non semplicemente un’azione di propaganda, ma piuttosto un’azione di “sciopero”. Gli intellettuali applicati (in vari campi), gente che normalmente fornisce la scienza applicata al sistema, devono rifiutarsi di collaborare. È proprio la scienza applicata la radice del sistema, e se viene meno la sua linfa vitale, esso entra in crisi. Rifiuto degli intellettuali che può trovare catalizzatore nella protesta dei giovani, che continua in quanto biologica (è una necessità che non si traduce per forza in azione). La lotta per l’eros è lotta politica.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo della democrazia nella società industriale avanzata secondo il testo?
  2. La democrazia è stata introiettata nella società industriale avanzata, creando problemi che impediscono agli agenti sociali del cambiamento di essere anche agenti della rivoluzione, poiché gli oppressi non sono abbastanza forti per liberarsi (testo).

  3. Come si sposta la rivoluzione secondo Marcuse?
  4. Marcuse afferma che la rivoluzione si sposta a livello internazionale, nei paesi sottosviluppati, dove i repressi hanno una carica esplosiva e possono sovvertire il corso della storia, sostenuti dall'istintiva ribellione studentesca (testo).

  5. Qual è la posizione di Marcuse riguardo alla violenza e alla protesta?
  6. Marcuse riconosce le resistenze all'interno della società industriale avanzata e distingue tra aggressività a favore della vita e aggressività distruttiva, suggerendo che la prima sia meno dannosa e più legittima (testo).

  7. Chi sono gli agenti della rivoluzione nella società industriale avanzata secondo il testo?
  8. Gli intellettuali sono identificati come gli agenti principali della rivoluzione, poiché devono rifiutarsi di collaborare con il sistema e diffondere un sapere non controllato, catalizzando la protesta dei giovani (testo).

  9. Qual è il significato della "lotta per l’eros" nel contesto politico?
  10. La "lotta per l’eros" è interpretata come una lotta politica, evidenziando che la necessità biologica di ribellione non si traduce necessariamente in azione, ma è fondamentale per il cambiamento (testo).

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