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Herbert Marcuse


Filosofo, sociologo, politologo tedesco ,nasce a Berlino ovest nel 1898,ed è uno degli esponenti più importanti della scuola di Francoforte, il cui obiettivo era l'elaborazione e la diffusione della ''teoria critica della società''. Questa teoria si prefigge l'obiettivo di evidenziare le contraddizioni della società capitalista, puntando ad una società senza sfruttamento. Una delle opere più importanti di Marcuse è ''Eros e civiltà'', nella quale sviluppa ed approfondisce uno dei temi più importanti del pensiero di Freud (''il disagio della civiltà''), secondo cui la civiltà è basata sulla repressione permanente degli istinti umani. La repressione della libido e la sua deviazione verso attività socialmente utili, secondo Freud rappresenta la condizione necessaria per la riuscita della cultura. Secondo Freud la storia dell'uomo è la storia della sua repressione ,infatti la società impone costrizioni ideologiche e sociali all'individuo che rappresenta la condizione preliminare del progresso. Marcuse pur mettendo in luce lo stretto legame tra lo sviluppo della società e la repressione degli istinti, ritiene che essi siano specificamente connessi alla civiltà di classe finalizzata al principio di prestazione. Marcuse sostiene che sia possibile liberare l'uomo dall'idea della produzione e del lavoro alienato e ridare valore all'Eros inteso come libero gioco creativo. Tale possibilità è ritenuta realistica da Marcuse, poiché, paradossalmente ,proprio il principio di prestazione ha posto le basi per il proprio annientamento. Lo sviluppo tecnologico e l'automatizzazione dei processi produttivi sono ,infatti, talmente avanzati da consentire ,almeno in teoria ,una radicale diminuzione del tempi di lavoro necessario ai singoli uomini e una maggiore disponibilità di tempo nella cura di se e nei propri rapporti interpersonali .Questo sarebbe solo il primo passo verso un mondo in cui il lavoro possa essere trasformato in gioco creativo e in cui l'uomo sia finalmente libero dall'alienazione e dal principio di prestazione.
La critica di Marcuse alla società di classe prosegue con ''l'uomo ad una dimensione '',forse la sua opera più famosa .Tutta la prima parte del libro contiene una critica severa alla società industriale ,dominata dalla scienza e dalla tecnica. Secondo Marcuse l'uomo del XX secolo è ormai un vero e proprio ''uomo a una dimensione'', perché incapace di pensare in modo autonomo e critico. L'uomo è alienato e plagiato dai mezzi di comunicazione di massa che impongono precisi modelli a cui è necessario omologarsi, spingendo il controllo sociale fino alla mente stessa dell'individuo ,ormai incapace di pensarsi diversamente da come è. La tecnica ,insomma, se non è controllata dalla capacità critica diventa uno strumento di controllo totalitario sull'individuo. Particolarmente interessante è l'analisi dei metodi con cui la civiltà contemporanea riesce a soggiogare gli individui offrendo un'illusione di libertà. Nell'epoca contemporanea ,possiamo parlare di ''tolleranza repressiva'', tipica delle moderne democrazie occidentali è il meccanismo per cui l'individuo pensa di avere un'effettiva possibilità di scelta tra diverse forze o idee politiche, quando invece esse non altro che difendere la condizione politica, sociale ed economica esistente. La desublimazione repressiva è legata alla sessualità. Per Freud la sublimazione era il meccanismo con cui l'energia sessuale veniva investita in attività non legate alla sessualità, causando a lungo andare ,frustrazione individuale e repressione sociale. La repressione del XX° secolo rende di sicuro la sessualità più libera ,arrivando ad esibirla persino come richiamo commerciale (secondo Marcuse si può parlare di desublimazione).Al tempo stesso questa nuova sessualità è una forma di repressione perché è ormai istituzionalizzata parte integrante del capitalismo edonista e consumista della seconda metà del XX° secolo. La seconda parte dell' ''uomo ad una dimensione'' affronta la problematica relativa alla realizzazione di una società nuova in cui l'uomo sia capace di rifiutare il conformismo e l'omologazione. I soggetti capaci di realizzare tale realtà, secondo Marcuse, devono essere coloro che vivono ai margini della società, cioè devono essere coloro che non si lasciano intrappolare dal sistema e vivono aldilà e al di fuori della società, cioè sono gli stranieri, gli sfruttati, i disoccupati, che rappresentano, dunque, i nuovi soggetti rivoluzionari.
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