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Nella moralità, questa universalità esteriore del diritto è calata nell’individuale, nella coscienza soggettiva. Il tentativo della moralità è trovare un criterio di comportamento nell’interiorità dell’individuo. Questo tentativo è fallimentare perché l’unico modo che supera l’astrattezza esteriore del diritto e interiore della moralità è l’eticità. Questo perché la prospettiva dell’agire, che nella moralità era individuale, nell’eticità è una prospettiva comune. La libertà quindi non è solo un sentimento ma si concretizza in concrete azioni situazioni istituzionali: prima fra tutte la famiglia, dove le relazioni sono fondate sulla natura. Lo scopo della famiglia secondo Hegel è quello del concepimento e dell’educazione dei figli. Una volta raggiunto questo scopo i figli lasciano il tetto e formano un’altra famiglia. Siccome ognuna di queste persegue il suo bene, succede che queste visioni entrano in conflitto nella figura che Hegel chiama società civile. Il matrimonio per Hegel è la concretizzazione giuridica della famiglia, un valore contrattuale. La società civile è conflittuale ma è anche un sistema organizzato per soddisfare dei bisogni. L’interesse privato è comunque spesso utile allo sviluppo. Un imprenditore ad esempio dà lavoro alla gente e produce dei beni, facendo girare l’economia. La sintesi, perché comunque questo rapporto è spesso conflittuale, è lo stato. L’individuo ha senso solo se fa parte dello stato perché esso è la realizzazione massima dello spirito. Per stato Hegel intende non solo la politica ma anche quell’insieme di valori, di cultura che fanno parte del tempo. Per Locke lo stato c’è per garantire i diritti dei cittadini; Hegel dice l’opposto: lo stato è la fonte dei diritti dei cittadini. Per Hegel questo è sostanza etica consapevole di sé. Lo stato si divide in 3 parti: legislativo, governativo e potere del sovrano. La legittimità dello stato non è negli individui ma nelle sue forme di organizzazione. L’organizzazione è più importante del singolo individuo.

Per Hegel lo stato più avanzato è quello prussiano. Le relazioni tra stati sono di tipo conflittuale (servo-padrone). In questo conflitto solo la guerra (che per il filosofo è un qualcosa di positivo) ha senso perché regola la controversia, facendo vincere il popolo che rappresenta meglio lo spirito del tempo. Siccome lo stato è un’istituzione storica, Hegel affianca la trattazione dello stato alla filosofia della storia. Hegel è un filosofo della storia perché secondo lui la storia ha un senso, è uno sviluppo di un soggetto prestabilito; lo spirito del tempo è il prevalere di uno stato sugli altri. Secondo Hegel gli individui non fanno altro che adattarsi allo sviluppo del tempo.
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