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Guardini - Metamorfosi di senso dell'angelologia


Guardini intravede un ulteriore ostacolo per un approccio corretto alla realtà dell’Angelo, cioè la corruzione e radicale metamorfosi di senso che ha subito nel sentimento diffuso e nella concezione dominante nell’età moderna e contemporanea, una sua banalizzazione progressiva in una deriva sentimentale ed estetica.
È sufficiente guardare al cambiamento intervenuto nella sua rappresentazione artistica, divenuti esseri “morbidi” e “ambigui”, con la figura che viene ricondotta all’elemento privato e sentimentale, quasi in forma di erotizzazione. L’esito estremo della perdita di contatto reale è coglibile nella paccottiglia devozionale-industriale, simbolo di uno smarrimento iconografico che denuncia lo smarrimento nella coscienza religiosa del rapporto esistenziale con l’angelo. Non solo l’ateo, ma anche il credente non ha più tale contatto, la dottrina degli angeli perde di significato e permane un carattere meramente estetico, la Weihnachtsindustrie, in mano al sentimentalismo sdolcinato. Al di là del rifiuto del mito dell’angelo e del suo ambiguo ritorno, l’atteggiamento culturale dominante nella contemporaneità e quello dell’eclissi angelologica.
L’atteggiamento dell’uomo contemporaneo nei confronti dell’angelo è o di ignorare tale presenza, oppure di essere privo di ogni rapporto esistenziale e vitale, a meno che non si intenda per relazione con l’Angelo la sua riduzione a mero oggetto estetico se non addirittura banalmente commerciale. Per tornare a cogliere la dimensione e il significato autentico dell’Angelo perduto, occorre allora ricostruire quale è stato il destino storico dell’angelologia, ripercorrere la tradizione giudaico-cristiana con i suoi complessi rapporto con l’angelologia pagana, attraverso la comunità cristiana delle origini, la sintesi peculiare del Medioevo. Questa storia dell’Angelo si può dividere in tre tappe fondamentali: originario equilibrio polare tra dimensione della fede e religiosità; una seconda fase con la prevalenza del puro sentimento religioso; nell’età della fede nuda l’esito estremo della banalizzazione, che paradossalmente può riaprire spazio di autenticità.
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