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Gehlen - Etica pluralista


Gehlen mostra l’intenzione di costruire una precisa teoria etica, che principalmente intende basare sulla sua visione antropologica. In tale ottica, sembrerebbe che il servizio alle istituzioni sia l’unica via etica possibile.
Per Gehlen l’etica pluralista afferma la coesistenza delle radici della stessa, la pluralità delle istanze morali da mantenere, che tentano tutte di farsi valere nella vita quotidiana, con maggiore e minore successo, in una coesistenza di naturalità, istinti e istituzioni.
Ovviamente la pluralità apre la strada al conflitto, a partire da una tensione latente che può esprimersi anche a livello della singola persona. Non è pensabile che una della quattro radici dell’etica diventi egemone.
A questo punto Gehlen sesso ammette di non aver in precedenza considerato a sufficienza il fatto dell’aggressività (che trova spazio nella seconda fonte dell’etica). A maggior ragione è quindi necessario l’esistenza delle quattro componenti, data la difficoltà con cui l’aggressività viene controllata. Nonostante siano allora ammesse anche radici “istintuali” dell’etica, non si nega la componente di pericolosità che ne consegue. Ad aiutare Gehlen nel rivalutare l’aggressività sono gli studi di Lorenz e Freud, con la specifica che, per quanto riguarda l’uomo, non si tratta naturalmente di moduli istintivi in senso stretto, di istinti pienamente autentici. Gehlen accetto tutto ciò rifacendosi principalmente al testo di Lorenz Die angeborene Formen der möglicher Erfahrung (1942), (nonché anche a Il cosiddetto male, 1963), un testo sotto un certo aspetto problematico, cioè il momento in cui Lorenz fa emergere le sue simpatie nazionalsocialiste, nonostante non ci sia mai piena adesione alla teoria razziale. Si ha comunque un discorso antropologico molto funzionale alla visione del mondo nazionalsocialista, nel senso di una valutazione nietzschiana dell’aggressività e forza esaltate e giustificate; nonché un elitistico concetto di “coltivazione” della razza (Rassenpflegen), intesa come selezione in senso lato nella specie umano. Per Lorenz il problema della degenerazione costante dell’umanità permarrà comunque sempre anche negli scritti posteriori.
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