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Concetti Chiave

  • Gehlen propone un'etica pluralistica che si contrappone al relativismo, con radici storiche e antropologiche universali, valide per l'intera umanità.
  • L'ethos derivante dalla reciprocità è radicato in un imperativo deontologico biologico, rappresentando una forma di empatia verso gli altri.
  • La ricerca della felicità è vista come pluralità di regolazioni istintuali, trasformata nella moderna ricerca del benessere materiale e della qualità della vita.
  • Gehlen identifica la famiglia come una radice naturale dell'umanitarismo, evidenziando il suo ruolo opprimente che anonimizza i membri.
  • L'ethos delle istituzioni è in decadenza, causando il rafforzamento di benessere eudemonistico e umanitarismo ingenuo, a discapito di altre fonti etiche.

Indice

  1. Visione ampia di Gehlen
  2. Ethos e reciprocità istintuale
  3. Eudemonismo e regolazioni istintuali
  4. Famiglia e umanitarismo
  5. Decadenza delle istituzioni

Visione ampia di Gehlen

Gehlen cerca di proporre una visione più ampia: nell’epoca dell’affermarsi del relativismo, l’etica pluralistica (non certo conciliante) qui proposta va decisamente in senso inverso, quasi ironicamente. Questa etica di pluralistico avrebbe infatti sole le origini, non tanto gli esiti (che rimangono principalmente nelle istituzioni). Radici nelle caratteristiche del piano storico-antropologico dell’uomo, che vengono enucleate in quattro fonti precise dell’eticità, in senso universale, non solo per l’uomo moderno. Nella varie epoche si avrebbe solamente maggiore o minore predominanza di alcune radici rispetto ad altre.

Ethos e reciprocità istintuale

Ethos sviluppatosi dalla reciprocità: una radice istintuale, sorta di “empatia elementare” verso i nostri simili. L’ethos che ne deriva è dovuto alla presenza di un imperativo deontologico, che affonda le sue radici nella biologia. È l’elemento maggiormente spontaneo, ma anche il più facilmente condizionabile e subordinabile. Si riconosce anche in modelli astratti.

Eudemonismo e regolazioni istintuali

Pluralità di regolazioni istintuali (eudemonismo): la ricerca della felicità a livello sociale che si è trasformata in ricerca del benessere, qualità della vita misurata in termini materiali. È intesa come “pluralità di regolazioni istintuali”, cioè istintualità divere che in qualche modo portano alla felicità individuale. È l’ambito a cui mirerebbe la moderna psicologia individuale, che cerca di gestire in maniera diretta (e irrealistica) la pulsionalità dell’uomo per trarne benessere. Felicità intesa come soddisfazione pulsionale che quindi comprende per un certo grado anche l’aggressività. Infatti non si tratti, in termini antichi, di ricerca razionale di ciò che ci permette di essere felici, piuttosto il dispiegamento libero della pulsionalità sfrenata dell’essere umano. Che quindi porta a degli eccessi.

Famiglia e umanitarismo

Comportamento etico riferito alla famiglia (umanitarismo): qui un grosso cambiamento rispetto al quadro antropologico precedente: la famiglia, prima istituzione, diventa radice naturale, accomunata alla altre radici istintuali. Siamo sul piano naturale e non più di regolamentazione della figura umana, anche se si tratta comunque di un livello successivo, esclusivo, rispetto all’inclusività della reciprocità elementare. Gehlen fa tutto ciò perché intende mostrare come l’ethos delle istituzioni sia in piena decadenza, quindi deve eliminare da essa la stessa famiglia, in quanto “istituzione” effettivamente funzionante. Inoltre, l’ethos famigliare viene visto allo stesso tempo come solido ma anche opprimente, nel senso di rendere anonimo il membro della famiglia. L’umanitarismo contemporaneo, cosmopolitico, è ampliamento di questa dimensione famigliare, nella sua componente di benevolenza universale, che contemporaneamente anonimizza i suoi membri.

Decadenza delle istituzioni

Ethos delle istituzioni: la componente oggi più a rischio.

Da questo quadro emerge un minimo di etica deontologica, in quanto da tutte le fonti derivano conseguentemente degli obblighi etici. La pluralità coesistente delle fonti dell’etica ammessa da Gehlen ha lo scopo principale di etica verso chi isola soltanto una di queste posizioni, facendone linea universale della propria etica.

Delle radici coesistenti nella prassi quotidiana dell’individuo, nella società contemporanea alcune vengono rafforzate a scapito di altre, principalmente a indebolirsi è l’etica delle istituzioni. Ciò porta al proliferare di almeno due delle altre tre, in senso negativo: secondo Gehlen, benessere eudemonistico e ingenuo umanitarismo politicamente sprovveduto. Le prime tre radici possono essere ampliate, con l’estensione dell’atteggiamento che le contraddistingue a sfere più ampie. Il problema insorge appunto quando il pluralismo cessa a favore della preponderanza casuale di una specifica di esse. L’etica si presenta pluralistica non solo in tutte le conformazioni culturali, ma anche all’interno di ogni essere umano, ma comunque sempre in proporzioni variabili.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la visione di Gehlen riguardo all'etica pluralistica?
  2. Gehlen propone un'etica pluralistica che si oppone al relativismo, evidenziando le radici storiche e antropologiche dell'eticità, che non sono solo moderne ma universali, con predominanza variabile nel tempo.

  3. Come si sviluppa l'ethos secondo Gehlen?
  4. L'ethos si sviluppa dalla reciprocità istintuale, un'impronta biologica che genera un imperativo deontologico, rappresentando un elemento spontaneo ma facilmente influenzabile.

  5. Qual è il significato dell'eudemonismo nella visione di Gehlen?
  6. L'eudemonismo rappresenta la pluralità di regolazioni istintuali orientate alla ricerca della felicità, che si traduce in un benessere materiale, ma può portare a eccessi a causa della pulsionalità sfrenata dell'essere umano.

  7. In che modo Gehlen rivede il concetto di famiglia nell'ambito dell'umanitarismo?
  8. Gehlen considera la famiglia come una radice naturale piuttosto che un'istituzione, evidenziando il suo ruolo ambivalente di solidità e oppressione, e collegandola all'umanitarismo cosmopolitico che tende a anonimizzare i suoi membri.

  9. Qual è la critica di Gehlen alle istituzioni contemporanee?
  10. Gehlen sottolinea la decadenza dell'ethos delle istituzioni, evidenziando come la loro debolezza favorisca l'emergere di un benessere eudemonistico e di un umanitarismo ingenuo, minando la pluralità etica.

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