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L’ipnosi terapia era una forte disconferma rispetto alla tesi secondo la quale una malattia psichica avesse una genesi somatica e quindi fosse assimilabile ad una malattia del corpo. Con la terapia dell’ipnosi si fece strada la considerazione secondo la quale la psiche avesse una sua autonomia rispetto al mondo fisico tant’è vero che la malattia psichica era considerata una malattia incurabile che richiedesse forme di segregazione. Successivamente all’esperienza a Parigi, ritornato a Vienna Freud iniziò un lavoro e quindi un’osservazione nei confronti di donne dell’alta borghesia che ricorsero al suo aiuto in quanto affette da patologie nevrotiche o isteriche e osservando queste donne giunse alla conclusione che la pazzia fosse una malattia psichica non somatica le cui radici affondavano nella geografia affettiva interiore rispetto alla quale occorreva andare a ritroso alla ricerca di un trauma originario che avesse inceppato il meccanismo dando origine a comportamenti non dominato dal soggetto che ne era vittima. Appurò attraverso queste osservazioni che molto spesso c’era un trauma originario ascrivibile a una forma di seduzione sessuale subita nell’infanzia. Che poteva essere una violenza più o meno consumata. D’altro canto già facendo l’ipnosi emergevano nei racconti dei pazienti riferimenti a un trauma che ha inceppato la vita di un individuo.

Poi Freud supererà la tesi del trauma originario sostenendo che e il trauma non necessariamente deve essere avvenuto, è necessario che sia immaginato. Significa che c’è sicuramente un trauma non necessariamente reale. Da questo si capisce in cosa consista la rivoluzione psicoanalitica. Freud può essere collocato alla fine del percorso filosofico perché rivoluziona il rapporto tra soggetto e oggetto nel senso che rivoluziona dal punto di vista dell’oggetto. L’oggetto psichico che sia il trauma, le sfide della vita quotidiana, la realtà esterna, non è detto che corrisponda a quello realmente esistente. Per la psiche umana la realtà è quella che immagina, suppone esistere anche se non corrisponde alla realtà delle cose e vivi come se questa fosse la realtà delle cose. L’oggetto non è più lo spirito degli idealisti, non è più la materia, diventa l’oggetto supposto dal soggetto. La realtà non necessariamente è quella che esiste sul serio, è quella che ti prefiguri, che ti spaventa, che immagini sia, e il soggetto perde la possibilità della ricostruzione della realtà così com’è. Il soggetto è vittima dei sensi e del modo in cui percepisce la realtà a seconda delle esperienze affettive che ha vissuto. Il soggetto in Freud diventa scisso, lacerato, sparisce l’idea di unità psichica, l’anima (che era un tutto unitario: Socrate la definiva l’io morale del tutto). L’io non esiste più, l’io kantiano, cartesiano, platonicamente inteso come anima è servo di 3 padroni:
1. La realtà esterna;
2. L’inconscio o ES;
3. Il super-ego o super-io.
Questi 3 padroni tiranneggiano l’io che è tutto tranne che padrone di sé, non è padrone di una sua dignità. Parlerà di ferita narcisistica, la psicoanalisi colpisce al cuore a nozione di IO che la tradizione filosofica ha posto sempre al centro. L’io è scisso in più parti: inconscio e super-ego (insieme delle norme genitoriali, sociali, dei divieti che ognuno di noi interiorizza. Queste parti sono lacerate: addirittura l’io non sa cosa avviene nel suo inconscio. L’inconscio c’è, appurato attraverso l’ipnosi di cui l’individuo non si rende conto.
E come se avessimo una forza ignota di cui non siamo consapevoli che agisce per conto nostro. Il soggetto è frammentato e in questo ridiede la rivoluzione psicoanalitica. Freud individua, mette in luce che quella che chiamiamo mente in realtà ha un dinamismo intrinseco spesso sottovalutato. Kant definì l’io penso come centro e unità mentale che fa sì che tutta la conoscenza venga pensata staticamente. In realtà la vita psichica è in movimento ed è data da 2 topiche parzialmente differenti, luoghi in cui si articolare la vita psichica.
PRIMA TOPICA
1. Io-coscienza;
2. Subconscio (deposito nel quale vengono depositate le esperienze selezionate mentre una parte finisce nell’inconscio);
3. Inconscio.
La prima topica vuole mettere in luce che faccio esperienze, le esperienze che sono dolorose le caccio nel subconscio, la parte nella quale faccio decantare le esperienze ed è in questa parte che viene deciso di cacciarle nell’inconscio. Avviene una sorta di selezione basata sul principio di sopravvivenza. Ci sono esperienze talmente dolorose che non voglio vedere, di cui non voglio rendermi conto ed è come se non ci fossero più quando le caccio nell’inconscio perché questo non è percepito né colto dagli individui se non per il tramite di spie difficilmente percettibili che possono essere forme di psicopatologia della vita umana (balbuzie, tic) e i sogni. Scrisse l’interpretazione dei sogni, opera che ha fatto la storia. Sia le forme di psicopatologia della vita umana che il sogno rivelano in maniera slegata molto impercettibile qualcosa del mondo inconscio seppur molto vagamente.
SECONDA TOPICA
1. Ego (simile all’io);
2. Super-ego;
3. ES (molto simile all’inconscio).
Mostra la dinamica rappresentata da quella dicotomia causata dal mondo esterno, le norme morali e i divieti e l’inconscio. Spiega poi il modo in cui si dispiega la vita psichica la cui funzione è quella di mettere in luce il complesso dinamismo che ha luogo nella psiche umana. C’è corrispondenza tra l’es (pronome tedesco impersonale) e l’inconscio. È l’inconscio dell’uomo le cui radici affondano nella materia indeterminata e impersonale (l’istinto di sopravvivenza, riproduttivo, spinte legate alla materia, molto impersonali perché vengono fuori le cose più bestiali; sotto c’è la materia impersonale. Questa complessa vita psichica, questa visione molto pessimistica dell’uomo è sorretta da un istinto di sopravvivenza. Non è strano, siamo nel periodo della prima guerra mondiale, le filosofie risentono di questa visione pessimistica, di questa crisi che attraversa l’uomo, anni in cui viene messa in discussione ogni certezza: Einstein teorizza la relatività, l’uomo ha forze che non riesce a controllare, la furia distruttiva dell’uomo. Freud risponde che è nell’es, in questo magma incontrollato e incontrollabile che albergano gli istinti incontrollabili. Il bisogno di sopravvivenza ti fa cacciare nell’inconscio ciò che non vuoi credere, lo accetti a te stesso. Zeno è un bugiardo, tutti noi siamo bugiardi, ognuno di noi se la conta come vuole per sopravvivere. Sto male perché non riesco a smettere di fumare? L’uomo è bugiardo ma per sopravvivenza, non può riconoscere le ragioni del suo male di vivere.
La superficialità deriva dal fatto che non voglio dire a me stesso il perché l’uomo è un mentitore, abbiamo bisogno di occultare ciò che ci renderebbe chiaro la nostra storia. Ci sono delle spie impercettibili che alla mente comune non dicono nulla. Il sogno gli sembra incomprensibile. Questo accade perché nel sogno durante il sonno si allenta la funzione vigile esercitata dall’ego. L’io è una sorta di valvola che chiude e apre (chiude all’esperienza dolorosa). È un censore, ha la funzione di censura: avviene la censura onirica è attenuata ma non scompare del tutto e ricompare della forma della rielaborazione quando racconti il sogno. Rielabori lo spostamento e la condensazione: sposti il contenuto doloroso su un altro oggetto e lo condensi in alcune immagini strane. Per cui il sogno non lo capisci ma nemmeno Molly sa, pensa, le fluiscono alla mente immagini slegatissime tra loro. Sono nel sogno tante immagini, è una sorta di puzzle in cui hai migliaia di cartelle. Il mondo psicoanalitico consiste nel trovare un filo rosso tra la tessera A, B, C che mi permetta di determinare cosa c’era dietro l’immagine. In questo caso interpreta il sogno che individua cosa c’è dietro quelle libere associazioni che sembrano casuali.
La rivoluzione psicoanalitica: 2 topiche della vita psichica, luoghi spesso in lotta tra loro o ignari l’uno dell’altro. La vita psichica è questo coacervo in moto rappresentato da questi luoghi in crisi che agita la vita psichica spesso ignari (io non so cosa ho nell’inconscio se non per indecodificabili piccole spie che ogni tanto si accendono, non codificabili se non da uno studio fatto da uno psicoanalista che lega sogni, manifestazioni casuali con un filo rosso che rende possibile connettere ciò che l’inconscio vorrebbe lasciare slegate. L’io è carnefice e vittima nello stesso tempo, vittima della tirannia dell’es e carnefice perché non vuole sapere, ha paura del contempo di ciò che è stato rimosso.
Rimozione: nasconde doveri agli occhi della coscienza di esperienze, contenuti, sensazioni dolore che vengono nascoste che nascono da un senso di colpa che l’individuo prova. Rimozione: ci sono dei contenuti che vengono rimossi perché su di essi grava o un senso di colpa o di pausa. L’individuo è carnefice quando nasconde a sé stesso dei contenuti per non star male. Il folle è colui il quale fa il salto, ha talmente anto bisogno di nascondere un contenuto psichico grave da scegliere una condizione pre-cosciente, attenua il ruolo vigile della coscienza. Si chiama rimozione, quello che facciamo tutti. A volte la malattia psichica esige che l‘individuo abbia la forza di andare a ricercare dentro di sé questo contenuto, tutto nascosto che può essere un macigno perché l’individuo è bloccato lì. La terapia psicoanalitica è una psicoterapia attiva, è il percorso che dietro una guida molto essenziale quasi impercettibile dell’analista, ripercorri la tua geografia affettiva, è un’autoanalisi condotta in presenza di un analista. Questa abitudine all’autoanalisi dovrebbe abituare l’individuo ad analizzare sé stesso. Il dottor S. non era uno psicoanalista né uno psichiatra: solo un medico può dire a un paziente di scrivere un diario. Svevo conosceva bene la psicoanalisi, l’analista è colui il quale interviene il meno possibile, è il paziente ad essere attivo.
Il super-io è agli antipodi dell’inconscio. È come se fossero 2 forze contrarie perché nel super-io si annida l’insieme dei divieti parentali, che Kant chiamava coscienza morale. In Freud diventa la interiorizzazione dei divieti che proviene dagli adulti, i genitori, gli insegnanti. La moralità e la civiltà sono infarcite di norme che rendono possibile la sopravvivenza della specie (es: divieto all’incesto). Quelle che chiamiamo norme morali nascono da altre ragioni però ci siamo convinti che siano norme morali. Freud demolisce tutte quelle che la civiltà definisce come norme morali mostrando che non solo non sono norme ma divieti che l’umanità si è data per garantire la sopravvivenza.
Il super-ego contiene tutte queste norme, è un censore terribile, interviene per giudicare male le forze dell’inconscio. Le persone che hanno un super-ego molto forte potrebbero diventare nevrotiche mentre il contrario porta a forme di depravazione. Secondo Freud l’equilibrio giusto non c’è mai, è sempre tutto instabile e quindi la salute mentale o la malattia sono sempre dietro all’angolo.
Da dove ha origine tutto? L’ombelico dell’uomo è rappresentato dal principio di piacere. Per Freud noi materia siamo e materia restiamo: quando nasciamo abbiamo fame e la nostra vita catapultata in questa esistenza assume una gratificazione quando veniamo allattati per cui il seno diventa garanzia della tua vita. La prima cosa che provi è piacere e dispiacere legati alle funzioni biologiche/fisiologiche fondamentali (bere, dormire). La nostra esistenza esige il soddisfacimento del piacere nei bisogni. Questa condizione instaura un rapporto particolare tra il neonato e la madre che diventa la fonte, l’oggetto d’amore.
Dopo la morte del padre nel ’91 iniziò ad analizzare sé stesso e i contraddittori sentimenti del padre e giunse a teorizzare che la vita psichica di un individuo è della sua vita erotica-sessuale.
1. Fase orale della sessualità: il bambino che gode soddisfacendo il bisogno di bere dalla mammella;
2. Fase anale della sessualità: si sposta dalla bocca ed è corrispondente all’ano che produce piacere e controllo di sé (le prime due sono forme auto-erotiche);
3. Fase genitale della sessualità: il piacere si sposta sugli organi genitali: comporta la relazione con l’altro.
In queste 3 fasi il ruolo fondamentale è rappresentato dal rapporto edipico in cui io promo amore per il genitore dell’altro sesso in virtù del quale il genitore dell’altro sesso diventa antagonista, provoca in te senso di colpa per l’amore per l’altro sesso, per conseguenza occulti a te stesso questo desiderio che passa nell’inconscio.
Nell’infanzia, dai 4-5 anni fino agli 11 il desiderio sessuale è latente. Il soddisfacimento del bisogno sessuale se hai un super-ego discreto e forte lo sai contenere altrimenti diventi una bestia.
Tutto quello che noi siamo discende da questo rapporto con la tua famiglia di origine: è lì il problema. C’è un padre, una madre e tu. A volte vi sono famiglie squilibrate in cui c’è la madre il figlio e il padre. Il figlio si crea la sua identità copiando il padre. Nulla è necessario che avvenga, può accadere ma potrebbe non accadere. Il meccanismo è l’imitazione del figlio: l’identità è quella che prendi dal genitore dello stesso sesso ma poi devi tagliare il cordone, dire ‘io non sono te’, il parricidio. Se non si taglia non avrai mai un’autonomia effettiva tua perché non avrai costruito la tua personalità/identità.

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