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Psicologia del profondo o psicoanalisi


La psicoanalisi, dottrina strettamente legata al nome di Freud, è sorta e si è imposta anzitutto come una terapia per curare disturbi psichici di carattere particolare e di cui invano si era cercata la guarigione in base al presupposto che derivassero da lesioni organiche. Lo spunto occasionale a tale terapia fu dato da esperimenti del medico viennese Josef Breuer che, intorno al 1880, mediante l'ipnosi, riuscì a guarire una paziente affetta da gravi disturbi funzionali (paralisi di arti, ece ) portandola lentamente a prendere coscienza degli eventi da cui tali disturbi erano stati originati.

Ben presto, però, dalla terapia ipnotica Freud passò a quella delle associazioni libere, ossia alla scoperta e ricostruzione dei processi patologici attraverso l'analisi di libere associazioni di immagini presentate dal paziente. Così la psicoanalisi si sviluppò come una tecnica complessiva e sistematica di interpretazione di contenuti inconsci le cui manifestazioni si trovavano da un lato nei sogni, e dall’altro in tutte quelle forme di attività abnormi (lapsus, dimenticanze, comportamenti ossessivi, fobie, ecc.) che sino allora erano state relegate, come relativamente trascurabili, nel campo delle “distrazioni” o considerate semplici forme di affievolimento del controllo della coscienza.
Proprio nei sogni e in queste forme di attività emergeva invece, secondo Freud, la dinamica di forze inconsce dalla cui repressione o rimozione scaturivano gran parte delle nevrosi altrimenti inspiegabili. Di qui l'esigenza di individuare e classificare con esattezza queste diverse fasi di vita istintiva per comprenderne gli effetti e la portata. Si apriva così la via a tutto un campo di indagine per la «psicologia del profondo», il cui presupposto era l'esistenza di forme di vita psichica cui non era possibile accedere direttamente, e le cui manifestazioni erano spesso frutto di uno spostamento o di una rimozione di istinti e di pulsioni che rendeva difficilmente decifrabili quelle forme. Di qui la necessità di ricostruire indirettamente i meccanismi dell'apparato psichico, un'impresa a cui Freud ha dedicato l'intera sua vita, apportando via via notevoli modifiche alle prospettive raggiunte, in base non soltanto al dibattiti scientifici e culturali di cui furono oggetto, ma anche ai risultati della sua attività psicoanalitica. Tra i capisaldi della psicoanalisi freudiana rimane comunque l'accentuazione dell'interesse per le fasi iniziali della formazione della psiche umana e l'attribuzione all'infanzia di una forma di sessualità, non ancora circoscritta all'apparato genitale e alla funzione riproduttiva; anche se poi con la pubertà subentra il primato della zona genitale rispetto alle altre zone «erogene», non per questo può essere sottovalutata l'importanza della conoscenza dell'evoluzione della sessualità infantile, giacché consente di spiegare la presenza di perversioni e deformazioni anche nella vita psichica dell'adulto, nella scelta dell'oggetto a cui rivolgere l'attività sessuale e nel modo in cui appagarla. Il carattere energetico della sessualità viene poi espresso mediante il concetto di libido che designa l'aspetto psichico della pulsione sessuale, ne è la manifestazione dinamica. Tale energia può trovare una duplice forma di investimento: assumere come oggetto la propria persona (narcisismo) o un oggetto esterno (libido oggettuale) e tra le due forme si verificano delicati problemi di equilibrio. Sempre per quel che riguarda l'articolazione della vita psichica, Freud si è a lungo avvalso della distinzione tra l'inconscio, ossia ciò che è separato dalla coscienza, non vi sbocca direttamente, e il preconscio, ossia ciò che è accessibile alla coscienza, come, ad esempio, i ricordi, ec.. Mentre rispetto al preconscio si possono verificare delle reticenze, rispetto al riconoscimento dell'inconscio e dei suoi contenuti vi sono delle vere e proprie resistenze inconsce che vanno affrontate mediante l'analisi. Tali contenuti, o meglio, le loro rappresentazioni, infatti sono state «rimosse» ed è stato così loro precluso l'accesso al preconscio e alla coscienza, e non possono mai tornarvi direttamente, poiché esiste una sorta di censura, di sbarramento selettivo tra inconscio e preconscio-cosciente.
“La rimozione”, a sua volta, corrisponde a un'esigenza di difesa, serve ad evitare che il soddisfacimento di una pulsione destinata a provocare piacere, rischi di provocare dispiacere rispetto ad altre esigenze. Tutta questa materna ha infine, trovato una sistemazione più complessa, di cui Freud ha dato un riassunto particolarmente efficace nella sua ultima opera, il Compendio di psicoanalisi.

La vita psichica vi è considerata come la funzione di un apparato articolato in tre livelli, di cui il primo è costituito dall'ES:
"suo contenuto è tutto quanto è ereditato, acquisito con la nascita, fissato costituzionalmente, príma di tutto, dunque gli istinti derivanti dall'organizzazione del corpo, i quali trovano qui una prima espressione psichica a noi sconosciuta nelle sue forme".
A sua volta, una parte dell'ES, sotto l'influenza del mondo esterno reale che lo circonda, ha subíto uno sviluppo di particolare importanza in quanto:
"originariamente, come strato corticale dotato degli organi per ricevere gli stimoli e delle strutture per proteggersi dagli stimoli, si è stabilita un'organizzazione particolare, che da quel momento ha fatto da mediatrice tra l'ES e il mondo esterno".
A questa organizzazione Freud assegna il nome di IO e attribuisce il dominio dei movimenti volontari; suo compito è l’autoaffermazione, che si realizza sia nella selezione e utilizzazione degli stimoli esterni, sia nella lotta contro l'ES per conquistare il dominio sugli istinti e regolarne la soddisfazione. Nella sua attività l'IO è guidato dalla considerazione delle tensioni stimolanti che vi sono presenti o vi sono state trasferite; la loro intensificazione o diminuzione provocano nell'IO rispettivamente dispiacere e piacere, e si ha la tendenza nell'IO a evitare il primo e conseguire il secondo.
Vi è infine un terzo livello, in quanto:
"come precipitato del lungo periodo infantile, durante il quale luomo futuro vive in dipendenza dai suoi genitori, si forma nell'IO una particolare istanza, nella quale si prolunga l'influenza dei genitori, chiamata SUPER-IO".
Il SUPER-IO, poiché si distingue dall'IO e gli si contrappone, è una terza potenza di cui l'IO deve tener conto nella sua azione, che è corretta quando soddisfa contemporaneamente le esigenze dell' ES, del SUPER- IO e della realtà, e dunque riesce a conciliare reciprocamente le loro pretese, ma che rischia anche di esserne sopraffatta e disturbata. In questo quadro è poi essenziale riportare le peculiarità del rapporto tra IO e SUPER-I0 al rapporto del bambino con i genitori, anche se questo rapporto non va limitato all'individualità dei genitori ma deve tener conto anche della tradizione e dell'ambiente storico-sociale che essi rappresentano. Cosí pure il SUPER-IO nel corso dello sviluppo individuale viene influenzato da coloro che sostituiscono i genitori come possono essere gli educatori, i modelli pubblici e gli ideali venerati in una società.
Sempre secondo Freud, infine, "l’ ES e il SUPER-IO, nonostante la loro fondamentale differenza, concordano nel fatto che rappresentano gli influssi del passato, l'ES l'influsso del passato avuto in eredità, il SUPER-IO sostanzialmente l'influsso del passato subito attraverso altre persone, mentre l'IO è determinato principalmente da esperienze personali, dunque accidentali e attuali".
Al di là delle sue applicazioni terapeutiche, la teoria psicoanalitica ha avuto molta importanza, perchè, mettendo in evidenza i nessi tra alterazioni psichiche e disturbi organici, ha affermato la convinzione che i confini tra psiche e corpo non siano cosí rigidi come spesso li si era rappresentati nella filosofia moderna, e che tra i due piani corrono influenze determinanti, anche se essi non obbediscono entrambi alle medesime leggi. Inoltre, proprio per quella sfasatura che a livello psichico c'è tra l'inconscio e il cosciente, nel senso che la coscienza tende a ingannarsi sui motivi effettivi di molte sue manifestazioni, a mascherarli o a sublimarli, la psicoanalisi assume una sorta di funzione non solo terapeutica, ma addirittura ermeneutica, ossia si pone come uno strumento di interpretazione dei contenuti della coscienza nelle sue diverse espressioni.
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