Sigmund Freud


Freud era ebreo e insieme a Marx e Nietzische rappresentano i cosiddetti “maestri del sospetto”.
Freud è importante perché fa studi di medicina ed è il padre della psicoanalisi, una scienza nuova che nasce proprio con Freud, in cui per la prima volta si da una valutazione della psiche non più in modo univoco, cioè con un solo significato o in una sola modalità, ma la psiche risulta essere invece la risultanza di una serie di elementi. Freud è un medico viennese che per primo scopre che la coscienza non sia un qualcosa di unico ma che ha accanto, forse quasi come un magma che tende ad esplodere di continuo ed è ancora più forte della parte conscia dove vive l’inconscio, questa parte dove non si ha consapevolezza. L’inconscio addirittura non è neanche una cosa del tutto semplice perché Freud divide l’inconscio in un pre-conscio e un inconscio che è completamente rimosso. Il pre-conscio è, per farvi un esempio, vi è mai capitato quando è successo qualcosa che vi ha fatto ricordare qualcosa che vi sembrava di aver dimenticato? L’occasione del ricordo è scatenato da un atteggiamento che è banale quindi non è completamente rimosso, invece ci sono una serie di atteggiamenti che sembrano non essere radicati in alcun che, invece sono radicati in un qualcosa che è talmente chiuso dentro di noi, che noi davvero l’abbiamo dimenticato. E quindi questo ha a che fare con la nostra vita e la nostra vita purtroppo la condiziona. Allora questo vuol dire che lo stesso Freud, che in un primo momento pensava di poter risolvere lo studio di isteria attraverso il ricorso alla ipnosi, poi capisce che l’ipnosi in realtà serve a poco. Lui fa questi studi con un altro medico e in particolare studiano il caso di Anna O.( il cognome è ovviamente soltanto l’iniziale per un fatto di riservatezza). Loro studiano e curano l’isteria attraverso l’ipnosi, perché sembra che attraverso l’ipnosi sia possibile richiamare alla memoria avvenimenti che sono stati dimenticati ma che creano delle pene. Il problema è che attraverso l’ipnosi ,in realtà non si riesce a rimuovere tutto perché c’è invece un metodo nuovo, quello iniziato da Freud, che è detto il metodo CATARDICO. Questo termine significa purificazione, lo usa già Aristotele per ricordare quando parla della guerra, della tragedia. Questo nega, già, ad esempio, ad una concezione dell’arte che ha Freud che poi individueremo di che tipo è, e che c’entra in qualche modo con queste persone. Freud, andando oltre il suo collega medico, capisce che per poter curare i casi di isteria non è possibile limitarsi all’ipnosi, perché in realtà l’ipnosi non produce effetti duratori. Per poter andare oltre è necessario, invece, studiare una metodologia che possa andare attraverso non un analisi forzata, ma attraverso una serie di quelle che lui chiama associazioni libere, a capire il problema. Quindi Freud per primo, usa il cosiddetto lettino, quelli di quando vai da uno psicoterapeuta e ti sdrai, con una bella poltrona, ti metti comodo, perché lo stare comodo, lo stare rilassata serve a far creare un flusso coscienziale che il medico deve essere in grado di interpretare. Allora come fanno? In pratica iniziano con una conversazione che sembra vertere su cose che sembrano semplici, ma a mano a mano, ognuno di noi, ( a volte reazioni assurde a seguito dei miei ragionamenti) quando sentiamo parlare qualcuno, qualche suo ragionamento, piangiamo. Questo accade perché è come se fosse un pungolo, a qualcosa che la far star male. Quindi paradossalmente quando uno parla a ruota libera, e lo si fa soprattutto quando si va a sollecitare delle cose di cui io non so , ma nel momento in cui io vedo la reazione, mi pongo il problema e dico: ho usato queste parole, ho fatto questa cosa, ho creato questa associazione, ci deve essere un problema. Freud capisce che questo metodo funziona più dell’ipnosi perché ha il vantaggio di creare la cosa più importante che è ciò che condiziona la relazione, vale a dire il transfert. (Se io venissi in classe e vi leggessi la filosofia dal libro di filosofia, voi mi odiereste a morte, invece con me riuscite ad avere un approccio particolare perché ho la capacità di essere empatica, di prendervi, nei ragionamenti, come parlo, il modo di gesticolare, il tono della voce) Questo vuol dire che quando si crea il transfert, il paziente deve creare un collegamento con il medico. Questo collegamento serve a far si che si proietti sull’altro una serie i valori, aspettative, attese e forse anche paura, che ci permettono, quasi in uno specchio di scorgere se c’è un problema. Ovviamente qui un problema di fondo c’è perché ovviamente il transfert può suscitare un contro-transfert, vale a dire che non è difficile che anche il medico possa instaurare una relazione che non è soltanto professionale ma anche sentimentale. In questo caso, accade in tutte le relazioni. Il transfert c’è in tutte le relazioni quando c’è un disequilibrio. Si crede a dei rapporto dove non c’è più quella separazione netta tra medico e paziente. Questa cosa di associazione libera, porta Freud a determinare due topiche. La prima è quella della distinzione tra conscio, preconscio e inconscio. In realtà Freud ci riflette ancora di più, e capisce che la partizione non è tra coscio preconscio e incoscio ma è tra es, super io e io. Ora non possiamo dire che a conscio corrisponda l’io, che al preconscio il super io e all’es l’inconscio, sarebbe una banalizzazione, anzi la seconda topica racconta di qualcosa di più rispetto a ciò che Freud prima aveva individuato. Perché l’es potremmo definirlo come il dionisiaco, il principio vitale dionisiaco. Es innanzitutto è il pronome neutro della terza persona singolare( il tedesco è una lingua che benchè non fosse neolatina, conserva i tre generi, maschile femminile e neutro.) Il neutro è un genere che veniva usato per indicare ciò che non era ne femminile ne maschile e quindi neutro. Questo vuol dire che l’es rappresenta il polo pulsionale della personalità. Pulsionale vuol dire che rappresenta la forza impersonale e caotica che è la matrice della nostra psiche. E esattamente tutto ciò che noi potremmo essere ma nella potenzialità più pura. Ovviamente la potenzialità apre anche al concetto della vis-shopenapeuriana, che non porta sempre comunque al bene e alla felicità, ma spesso porta anche al dolore, perché la pulsione, la passione, da una parte indica questo erotismo, questo desiderio, che apre anche all’amore e dall’altro è sofferenza, è dolore. Quando noi parliamo di pulsioni, parliamo di quell’istinto dionisiaco che non è stato ancora racchiuso, ancora formalizzato e che quindi può portare ad elementi sia negativi sia positivi, e che è in ognuno di noi. Anzi, egli dice che l’es esiste al di la delle coordinate spazio-temporali Kantiane ed è al di la di ogni principio di non-contraddizione, perché nell’es è possibile tutto è il contrario di tutto, perché siamo nell’ambito della illogicità più totale, nell’ambito del sentire, siamo nella funzione della pulsione. Accanto alla pulsione, noi siamo composti anche di super io, ovvero ciò che si chiama coscienza morale, vale a dire l’insieme di quelle proibizioni che sono state messe nell’individuo nei suoi primi anni di vita. Pensate, per esempio a quei bambini a cui si fa vivere con vergogna il proprio genere( nasconditi altrimenti vengo e mi mangio il pisellino), ci sono delle forme così bigotte in cui c’è un rifiuto, quasi una vergogna della sessualità, come kierchegaard, ad esempio, quando parla di “scheggia nelle carni”, perché lui vive questo tormento infinito, il tradimento del padre con l’infermiera della madre, e ciò, talmente che lo condiziona, non riesce ad avere nessun tipo di rapporto. Questo vuol dire che tutto ciò che ci hanno insegnato agisce in noi come fossimo una bussola morale(ad esempio se qualcuno è stato educato in un rigido complesso familiare, ovviamente avrà più difficoltà, o trasgredisce perché non ce la fa più, o avrà più difficoltà a vivere la propria vita). Quindi quando noi abbiamo delle norme, che non sono le nostre, non sono norme che provengono dalla nostra esperienza di vita, ma sono norme che ci vengono imposte dall’alto, dai genitori ect, queste possono fungere da elementi che ci fanno vivere male. Poi c’è ovviamente l’io. L’io è la parte organizzata della personalità, quella che noi offriamo, quella in cui pare che si sia registrato un equilibrio tra l’es e il super io. Ma diciamo che l’io, piuttosto, rappresenta il luogo in cui i tre padroni della coscienza, in qualche modo sono gestiti. I tre padroni sono l’es, il super io, ma stiamo sempre parlando di qualcosa che, benchè mi venga da fuori, ha a che fare con me, e con l’ambiente esterno. Non possiamo dimenticare quanto l’ambiente esterno mi condizioni. Ciò l’aveva anche detto Darwin nelle tesi evoluzionistiche, da un punto di vista biologico, qui Freud ne parla da un punto di vista psichico. Questo vuol dire che ( per esempio, io vengo a scuola e sono in un modo, benchè io cerchi di mantenere ciò che io sono sempre, vado al comune e sono in un altro modo. Vado a casa e sono in un altro modo. Sbotto con mio marito, poiché io mi aspetto, come lui si aspetta, che con le persone che vogliamo bene noi non dobbiamo tenere una maschera, non ci dobbiamo calare in una parte, non ci dobbiamo rendere parte di una recita, ma possiamo una volta tanto provare ad essere ciò che siamo, senza freni. Senza che io costruisca di volta in volta la mia personalità.) Ma queste cose qua, per esempio, quando Pirandello dice :” uno nessuno e centomila” ma non sta dicendo esattamente quello di cui stiamo parlando oggi? E Pirandello, come avrebbe potuto mai dirle, se non ci fosse stato Freud a spiegare che la personalità non è unica, che “io” non è solo l’io che conosce, non è soltanto l’io che rappresenta la mia persona. In ogni istante della nostra vita, noi siamo il risultato di scelte. Di scelte che hanno a che fare con l’ambiente in cui siamo, con la nostra coscienza, con la nostra morale, con le pulsioni che sentiamo. Ovviamente tutto questo non circoscrive l’impossibile. Perché la scoperta dell’es è una scoperta drammatica, perché per la prima volta Freud comincia a leggere i segnali inconsci, ad esempio i lapsus ( stiamo con il fidanzato e siccome ci piace un altro, lo chiamiamo in quel modo). Quando uno dimentica spesso delle cose, non è che le dimentica perché le vuole dimenticare, o c’ha un danno neuronale, ma che ad esempio c’è stato un trauma. Come ad esempio, la signorina O, scoprirono che lei era idrofobica, aveva paura dell’acqua, perché scoprirono attraverso l’ipnosi che quando era piccola, aveva visto il cane della sua governante, che lei odiava, bere nel suo bicchiere, e quindi da quel momento in poi lei ha schifato, ha avuto una reazione, all’acqua(come la prof ha paura di vomitare).Questo vuol dire che ci sono delle cose che nessun super io è in grado di superare, che nessun io è in grado di cancellare. Non sono questo, c’è tutto un universo che Freud è andato ad indagare, quello dei “sogni”, la cosiddetta vita onirica, una vita onirica molto intensa. Ma dice Freud che i sogni vanno studiati perché, ciò che noi abbiamo nel sogno è una fase in cui c’è una rappresentazione, ad esempio quando facciamo un sogno bello o brutto, non e questo che conta, ma quello che il sogno ha voluto rappresentare, perché il sogno rappresenta un momento in cui il nostro cervello rielabora i dati che a livello conscio non siamo in grado di accettare. Freud sfata un altro mito, quello del bambino angelo. Perché nella tradizione, la sessualità si pensava fosse qualcosa che avesse a che fare con la pubertà, invece Freud dice che la sessualità è legata dalla nostra nascita. E proprio per questo motivo, distingue diverse fasi. La fase anale, la fase orale e quella genitale. Ora la fase orale è quella della sussione, praticamente il bambino prova il piacere attraverso la bocca, facendo riferimento alla tetta della madre, dopo c’è la scoperta del mondo attraverso la bocca, infatti i bambini piccoli, la prima cosa che vedono, la mettono in bocca, questo ha a che fare con la fase orale. Poi che la fase anale, è quella in cui il bambino impara a gestire il proprio corpo, e quindi a gestire l’evacuazione( cacca e pipi), ciò diventa una gestione di ciò che ci sta intorno. Poi c’è la cosiddetta fase genitale, che comincia con il terzo anni di vita e distingue tra una fase fallica e una fase genitale in senso stretto. Nella fase fallica il bambino ha paura che qualcuno si prende il suo pisellino e la femmina si chiede perché lei non lo abbia, poi dopo c’è la fase genitale vera e propria. Ovviamente la teoria della sessualità infantile, apre anche ad un complesso: quello di Edipo, figura mitologica che ha ucciso il padre per stare con la madre. IL complesso di edipo porta a delle devianze per un problema non risolto a un rapporto con i genitori. Solitamente accade che il bambino è innamorato della madre e vede nel padre un’ antagonista rispetto all’amore della madre. per Freud quando questa cosa non si risolve, porta a delle devianze di carattere sessuale.
La produzione artistica, va letta di pari passo con produzione onirica, quella dei sogni. Ora l’artista è quello in grado di creare la sublimazione, ovvero quel procedimento attraverso il quale io prendo quegli istinti che sono dentro di me, ma riesco a dargli un valore tale che quello che io vedo nell’arte non mi infastidisce, ma anzi diventa una rappresentazione artistica, perché la sublimazione è la capacità di tradurre una pulsione in un qualcosa di normale e che ha un funzione catartica per chi lo guarda.( es l’urlo di Munch, ciò che noi vediamo lì è la disperazione, eppure munch è stato capace di tratteggiare quello che ci fa stare male. Vederlo rappresentato ha una funzione sublimante) L’arte, quindi ha un valore inassoluto perché ha la capacità di sublimare il negativo e di restituirlo al mondo per sempre. Se io vedo le opere di Michelangelo, rappresentano quasi sempre persone nude, eppure sono esposte in luoghi religiosi. L’arte per Freud ha un valore estremamente sublime?. Non è un caso che molte tecniche di psicoanalisi usano l’arte come strumento per far uscire tutti quanti i problemi.
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