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Fenomenologia dello spirito


Il termine fenomenologia significa letteralmente “scienza di ciò che appare”: lo spirito appare a se stesso (ritorna in sé) e giunge progressivamente alla consapevolezza di essere l’intera la realtà, e che essa è una manifestazione di esso, tramite la ricostruzione del percorso attraverso cui si è formato. La Fenomenologia ha a che fare quindi con un processo di consapevolezza individuale che si sviluppa attraverso la realtà storica (poiché l’Assoluto è tutta la realtà), e diventa una sorta di romanzo di formazione al termine della quale la coscienza è cambiata, in quando ha vissuto una vita.
Si articola nel momento della coscienza, dell’autocoscienza e il terzo momento, per cui Hegel non ha un nome specifico ma che a sua volta si articola in ragione, spirito, religione e sapere assoluto.
Hegel affronta il problema della risoluzione del finito nell’infinito seguendo due prospettive, quella diacronica e quella sincronica. Nella Fenomenologia dello Spirito Hegel segue l’impostazione diacronica, ovvero l’analisi dell’evoluzione della coscienza umana dalla civiltà greca fino alla modernità per arrivare alla consapevolezza di essere tutta la realtà. La prospettiva sincronica, invece, viene offerta nella sua opera Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio, in cui analizza l’Assoluto che appare in tutte le determinazioni della realtà, ovvero i tre momenti del logos, natura e spirito.
Il progressivo affermarsi e conoscersi dello spirito, poiché ripercorre tutta la sua vita, avviene tramite delle figure, ovvero delle tappe ideali della sua vita che hanno trovato un’esemplificazione tipica nel corso della storia (la figura servo-padrone, per esempio, corrisponde alla condizione degli schiavi).


Bibliografia
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