Concetti Chiave
- Esak, pensatore sudafricano di origine pakistana, è un attivista contro l'apartheid che ha scritto "Qu’ran, liberation and pluralism" negli anni '90, sostenendo la causa della liberazione dal punto di vista islamico.
- Propone un'interpretazione progressiva del Corano, evidenziando che la rivelazione si è sviluppata nel tempo in risposta a specifiche circostanze storiche.
- Identifica sei chiavi di interpretazione dell'Islam, enfatizzando taqwa come assunzione di responsabilità, jihad come lotta per gli oppressi e l'importanza del benessere del popolo.
- Definisce il jihad non come guerra santa, ma come un'azione difensiva e offensiva a favore della giustizia sociale e dei diritti degli oppressi.
- Sostiene il pluralismo religioso e la collaborazione tra religioni, affermando che sia l'Islam che il Cristianesimo devono lavorare insieme per migliorare le condizioni sociali.
Indice
Origini e attivismo di Esak
Pensatore sudafricano di origine pakistana (n. 1957), vive in un ambiente povero e di apartheid, contro la quale diventa attivista, conoscendo anche Mandela e passando del tempo in prigione. Naturalmente il suo sostegno alla causa è dal punto di vista dell’Islam. Scrive, all’inizio degli anni ’90, il testo “Qu’ran, liberation and pluralism”.
Interpretazione progressiva del Corano
Il discorso è più o meno lo stesso di quello di Shari’ati e Hanafi, cioè l’idea che il Corano è un libro che, lungi dall’imporre sottomissione, sollecita alla liberazione. La rivelazione del Testo è “progressiva”, cioè non è stato un avvenimento dato una volta per tutte, ma si è dipanata nel tempo in rapporto a precise circostanze e a precisi avvenimenti. Studiare come e perché certi versetti siano stati rivelati è un evidente lavoro storico, e i versetti abrogati e abroganti non sono reciprocamente contraddittori, semplicemente sono stati rivelati in circostanze diverse. Le caratteristiche dell’attività interpretativa riguardano l’interpretato, l’interprete e l’interpretazione. L’interpretato si sottrae spesso alle intenzioni dell’autore, e gli uomini non possono in alcun modo pretendere di conoscere le sue finalità e le sue motivazioni. In questo modo il testo assume un solido carattere oggettivo. L’interprete è l’aspetto soggettivo del circolo ermeneutico, un partecipazione al processo storico-linguistico, la formazione della tradizione.
Chiavi di interpretazione dell'Islam
Data la sua formazione fenomenologica e ermeneutica, si approccia al testo individuando in esso sei chiavi di interpretazione dell’Islam, le cui tre più importanti sono:
1. taqwa: Interpretata nel senso di “assunzione di responsabilità”. Ci si sposta dal piano teologico al piano antropologico: l’adorazione di Dio non deve essere fine a se stessa, ma il presupposto di un’assunzione di responsabilità che il credente ha nei confronti di Dio e degli altri uomini, soprattutto nei confronti degli oppressi (nel caso di Esak, le popolazioni di colore del Sudafrica). Ciò porta a:
2.
Jihad e giustizia sociale
jihad: il combattimento per gli oppressi. Non assume il significato di “guerra santa”, ma lotta di liberazione per difendere e rivendicare i diritti degli oppressi. È una presa di coscienza, un modo di comprendere e di conoscere. È difensivo perché è rivolto ai diritti, offensivo perché si tratta di proporre una nuova società. Una pura questione di giustizia sociale (anche se Esak non ha un’impostazione marxista). Il jihad ha come fine:
3. nas: gli “uomini” (il termine è coranico). L’assunzione di responsabilità stimola al jihad, che è finalizzato al benessere del popolo.
Questo discorso, apparentemente poco originare, va contestualizzato all’ambiente sudafricano, portato avanti da un musulmano nero, che dà al Corano questa valenza di liberazione. Si tratti quindi comunque di un discorso nuovo, anche all’interno del’orizzonte islamico.
Pluralismo e collaborazione religiosa
Il discorso di Esak tocca anche il pluralismo e condanna ogni chiusura religiosa: le religioni devono essere sorelle nel lottare per la giustizia. In Sudafrica, come Esak stesso ammette, la religione cristiana è stata utilizzata come strumento di emarginazione. Ma in sé il Cristianesimo, come l’Islam, è una dottrina di liberazione. Entrambe devono quindi collaborare avendo come fine il miglioramento delle condizioni del popolo. L’Islam è religione rivoluzionaria, che permette infine il pluralismo religioso all’interno di uno stato democratico.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto in cui Esak sviluppa il suo attivismo?
- Come interpreta Esak il Corano rispetto alla liberazione?
- Quali sono le chiavi di interpretazione dell'Islam secondo Esak?
- In che modo Esak affronta il tema del pluralismo religioso?
- Qual è la visione di Esak riguardo al jihad?
Esak, pensatore sudafricano di origine pakistana, vive in un ambiente di povertà e apartheid, diventando attivista contro queste ingiustizie e sostenendo la causa dal punto di vista dell'Islam, come evidenziato nel suo testo “Qu’ran, liberation and pluralism”.
Esak propone una lettura progressiva del Corano, sostenendo che il testo non impone sottomissione ma sollecita liberazione, con rivelazioni che si sono sviluppate nel tempo in risposta a circostanze specifiche.
Esak identifica sei chiavi di interpretazione, tra cui la taqwa, che implica un'assunzione di responsabilità verso Dio e gli oppressi, e il jihad, inteso come lotta per i diritti degli oppressi e giustizia sociale.
Esak condanna la chiusura religiosa e sostiene che le religioni, inclusi Cristianesimo e Islam, devono collaborare per la giustizia, evidenziando che entrambe possono essere strumenti di liberazione e miglioramento delle condizioni del popolo.
Per Esak, il jihad non è una "guerra santa" ma una lotta di liberazione per difendere i diritti degli oppressi, rappresentando una questione di giustizia sociale e un modo per proporre una nuova società.