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Circolo di Vienna

Nella prima metà del Novecento, in particolare a Vienna si ha la ripresa del Positivismo, viene ora chiamato in vari modi: Neopositivismo (a causa dell’attaccamento alla razionalità scientifica come base della conoscenza umana ma in modo più critico e meno dogmatico), Positivismo Logico (molto attenti alla formulazione dei concetti e alla struttura logica delle teorie), Neoempirismo o Empirismo Logico (costruiscono e verificano tutte le teorie a partire dai dati empirici dell’esperienza)

Il circolo era composto da filosofi, sociologi, psicologi e scienziati, della più varia estrazione sociale.
Il primo Circolo di Vienna, nato nel 1907, non ebbe molta rilevanza fino al 1914, quando si sciolse a causa della guerra. Si ricompose poi nel 1924 sempre a Vienna con personaggi più importanti, e venne particolarmente influenzata dal Tractatus di Wittgenstein. Fra questi filosofi troviamo Schlick, filosofo austriaco, Carnap, tedesco, forse il più importante, e Neurath, tedesco.

Dal 1924 ebbe una grande influenza che comportò la fondazione del Circolo di Berlino e la diffusione della corrente filosofica del Neopositivismo in giro per l’Europa e gli Stati Uniti.
Le nuove idee instillate da Wittgenstein culminarono nella pubblicazione di un manifesto programmatico nel 1929. A causa del nazismo però questo Circolo fu costretto a dissolversi e i suoi componenti a fuggire, anche se molti vennero uccisi.

Concezione Scientifica Del Mondo

Costituito da una serie di principi che richiamano il vecchio positivismo ma innovativi:
-L’unicità e l’unificazione della scienza e del metodo scientifico
-L’utilizzo di teorie strutturate rigorosamente con un’analisi logica sviluppata
-La distruzione della metafisica e della trascendenza (che non ha senso), ripresa da Wittgenstein
-In polemica con i neokantiani negano ogni forma di apriorismo sia di contenuto sia di forma (senza esperienza non possiamo sapere nulla).

Il fondamento teorico del circolo di Vienna è il Principio di Verificabilità, elaborato da Schlick nel 1924, il quale asserisce che una questione o un problema è risolvibile se possiamo immaginare le esperienze che dovremmo avere per dargli una risposta.
Il Criterio di Verificabilità/Significanza afferma che una proposizione ha senso se è verificabile empiricamente anche solo in linea di principio

Secondo Schlick il mondo si fonda su dati empirici, quindi ci devono essere teorie che mettono insieme i dati per relazione, che però devono essere verificabili (qua supera Wittgenstein).

Il Principio di Induzione afferma che per formulare leggi generali si debba partire da dati empirici, che si debbano utilizzare delle ipotesi e che si debba poi verificare attraverso gli stessi dati empirici, tutto ovviamente formulato in maniera corretta e logica

La filosofia ha lo scopo di verificare le proposizioni logiche, delle quali dovranno essere chiarite quali hanno senso e quali no, separandole da quelle scientifiche: Criterio di Demarcazione tra scienza e non scienza.

Sotto la critica di Popper il circolo di Vienna ammette che questa concezione sia eccessiva, e che il criterio debba essere usato per discernere fra scienza e non-scienza, non fra senso e non senso.
Carnap attenua inoltre il Principio di Verificabilità in Principio di Conferma: la scienza si fonda su un procedimento induttivo, arrivo ad ipotesi generali e poi si ritorna alla verifica dei fatti.
Riprendere empirismo (Locke) ci basiamo sull’esperienza.

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