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Bulgakov - L'Io celeste

Bulgakov inserisce l’angelologia in un sistema teologico che vede un vincolo ontologico tra mondo celeste degli angeli e mondo terrestre degli uomini. Parla di “sinantropia” degli angeli e “sinangelia” umana: non solo l’angelo è accanto all’uomo, ma addirittura anche esso è condizionata da tale relazione, senza perdere però la propria identità angelica, inserendosi nel destino dell’uomo.
L’angelo custode è un amico celeste, è l’io celeste dell’uomo, l’essere più prossimo e vicino, ma insieme anche più lontano, non essendo accessibile dalla dimensione percettiva e psichica. La sua è un’attività senza sosta che non condiziona la nostra libertà, è guida e ispirazione senza suggestione. Il suo intervento non è diretto, la sua stessa esistenza e presenza ci spingono a sprigionare il meglio delle nostre forze, in un influsso d’ispirazione che ci permette di scoprire la nostra profondità. L’uomo non è mai solo, ma ha sempre con sé il suo compagno celeste. È un amore che ridonda sull’angelo stesso, a vantaggio della sua esistenza angelica. In un vero legame reciproco effettuale, l’angelo cambia se stesso, senza dismettere la sua autentica natura. Parallelamente alla kènosis cristologica dell’incarnazione, l’angelo amico rinuncia alla pienezza delle visioni divine per guidare l’uomo nella sua vita. Rinuncia alla beatitudine celeste in vista dell’unione con il destino della natura corporea e grossolana. Avviene uno svuotamento metafisico e abbassamento ontologico, per unirsi con amore alla vita di un essere di carne, diventando co-umano tramite i segni di un amore che preesiste all’uomo come prototipo celeste. L’angelo invita l’uomo ad una trasformazione interiore che gli permette di realizzare la sua forma teofanica e divenire “icona vivente”, manifestazione terrena della vita divina.
Guardini e Bulgakov colgono come senza l’angelo l’uomo perda di vista la sua natura profonda celeste, il nome divino. Senza di esso abbiamo personalità umana monodimensionale e mutilata. L’angelo ispiratore e amico severo dell’uomo, gli dona la conoscenza più alta, facendosi era possibilità di uscire dal riduzionismo antropologico devastante e eticamente insopportabile. L’uomo è sempre in cerca di se stesso, ma solo l’angelo può assisterlo in tale ricerca, alimentando la sete per un futuro di pienezza.
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