Concetti Chiave
- I limiti dell'intelligenza si manifestano nella sua incapacità di comprendere la realtà profonda, poiché si concentra sulla superficie delle cose anziché sulla loro unità vivente.
- L'intelligenza è adatta all'analisi di ciò che è discontinuo e immobile, ma non può cogliere la vita e il suo dinamismo.
- L'intuizione fornisce una visione unitaria e complessiva della realtà, permettendo di affrontare la vita come un processo creativo e evolutivo.
- Bergson illustra la differenza tra intuizione e intelligenza con esempi come la visione di Parigi rispetto a una raccolta di cartoline, evidenziando come l'intuizione offra una comprensione più profonda.
- Il confronto tra un dipinto e un mosaico evidenzia come l'intuizione restauri l'unità e la dinamicità della vita, contrastando la frammentazione dell'intelligenza.
Indice
I limiti dell'intelligenza
Delineati i vantaggi dell'intelligenza, si deve però ricordare quali sono i limiti rispetto a una comprensione vera e profonda della realtà quale richiede la filosofia. L’intelligenza infatti è in grado di adempiere al suo compito proprio perché si pone dall'esterno delle cose e considera pertanto la loro superficie e non la loro profondità, la loro distinzione e non la loro unità vivente, Si appoggia a ciò che é solido e circoscritto e non a ció che è fluido e diveniente.
L'intuizione come organo della metafisica
L'intelligenza può comprendere chiaramente solo ciò che è discontinuo (fin dai tempi delle aporie di Zenone risultava chiara la difficoltà di cogliere il movimento analiticamente), ciò che è immobile, ciò che è o può essere spazializzato e quindi essa è incapace per la sua stessa natura di cogliere la vita. Fortunatamente però l’uomo non è capace soltanto di analisi; e cioè di intelligenza, ma anche di intuizione, ossia di una visione unitaria che va dal semplice al complesso, dalla sorgente alla foce, dall'unità alla molteplicità, e l'intuizione appunto è l'organo della metafisica, ossia della conoscenza della realtà come vita e come evoluzione creatrice.
Esempi di intuizione secondo Bergson
Per dare un'idea dell'intuizione e della sua differenza dall'intelligenza, Bergson fa l'esempio di chi vede Parigi e chi si deve limitare a mettere insieme tante cartoline diverse di Parigi, senza aver mai visto la città; il primo ne avrà una intuizione viva, semplice e unitaria, mentre il secondo, pur aumentando all'infinito il numero delle cartoline utilizzate, non potrà mai dire di aver "visto" Parigi. Pure molto bello ed efficace il confronto tra un dipinto e un mosaico (il dipinto è una creazione unitaria che non potrà mai essere sostituita da un mosaico, sia pur costituito da pezzi minutissimi) oppure l'accenno all'impresa di mettere insieme il testo dell'iliade disponendo delle lettere di cui è composto, ma senza aver letto mai il poema, ecc. Immagini tutte che vogliono, in ultima analisi, far comprendere come l'intuizione restauri quell'unità e dinamicità della vita che l'intelligenza per poter funzionare ha dovuto cristallizzare e arrestare, sia pur parzialmente ed estrinsecamente.
Domande da interrogazione
- Quali sono i limiti dell'intelligenza nella comprensione della realtà?
- In che modo l'intuizione si differenzia dall'intelligenza secondo Bergson?
- Qual è il ruolo dell'intuizione nella conoscenza metafisica?
L'intelligenza si limita a considerare la superficie delle cose e non la loro profondità, rendendola incapace di cogliere la vita e l'evoluzione creatrice, poiché si basa su ciò che è solido e circoscritto (testo).
L'intuizione offre una visione unitaria e dinamica della realtà, mentre l'intelligenza analizza in modo discontinuo e statico, come dimostrato dall'esempio di chi vede Parigi rispetto a chi raccoglie solo cartoline della città (testo).
L'intuizione è considerata l'organo della metafisica, poiché permette di comprendere la realtà come vita e evoluzione, ripristinando l'unità e la dinamicità che l'intelligenza tende a cristallizzare (testo).