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Husserl (1859 -1938)


Pensiero


Fondatore della moderna fenomenologia, lo scopo dell’autore è infatti quello di fondare una filosofia come scienza rigorosa.
Husserl parte dalla necessità di andare all'essenza delle cose: il noumeno kantiano diviene dunque conoscibile per l’uomo, secondo lui.
Secondo la visione fenomenologica, ogni coscienza è sempre rapportata ad un oggetto, cioè è coscienza di qualcosa.
Secondo Husserl, la scienza ha la presunzione di esaminare la realtà cercandone l’universalità, ma per ricavare l’essenza della realtà è opportuno partire da una singola intuizione, che lui chiama “intuizione eidedica”, essa ci riporta a cogliere l’universalità delle cose.
Compito del filosofo è praticare la riduzione eidetica, ovvero l’eliminazione di tutti quegli elementi accessori che costituiscono un oggetto, ma prima di giungere alla riduzione eidetica bisogna porsi nella condizione di epochè (sospensione del giudizio, tipica degli scettici)

L’autore critica la cultura e le scienze occidentali ( Da Gallilei fino a Cartesio) ritenendo che queste abbiamo occultato la vera essenza della realtà e che “il mondo della vita” (la sfera non oggettivabile della vita umana, fatta di storia, emozioni, cultura,..) sia stato occultato dallo scientismo, che rifiuta allo stesso modo di come disprezza l’idealismo (per lui una filosofia troppo astratta)

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