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Bergson: concezione del tempo


Secondo Bergson, il positivismo aveva dato al tempo una posizione importante in quanto, con lo spazio, era un parametro per il mondo fisico. Però, parlare di tempo in termini solamente scientifici è riduttivo, in quanto esso è anche uno stato interiore della coscienza. Il tempo per interpretare il mondo oggettivo non corrisponde con il tempo che viviamo interiormente.
Il tempo si può quindi suddividere in tempo della scienza e tempo della coscienza; Bergson utilizza due immagini per spiegare i due differenti concetti.
- tempo della scienza: viene paragonato ad una collana di perle. Per la scienza ogni elemento del tempo, così come le perle che formano una collana, è uguale agli altri; esso consente all’uomo di poter contare oggettivamente il tempo.
- tempo della coscienza: viene paragonato alla melodia. Infatti, la melodia musicale non è il risultato della successione oggettiva di singole note ma una fusione, un legame armonioso di note al fine di percepire l’insieme delle note singole. Bergson introduce il concetto di durata: esprime la percezione coscienziale del tempo, quella interiore che abbiamo di ciò che viviamo. Non è l’esperienza vissuta in un preciso momento ma è il risultato di ciò che nella nostra coscienza è vissuto e che porta a dare una definizione precisa di tempo. Per lui, ogni esperienza che vivremo, vissuta in base a ciò che abbiamo accumulato durante la vita, sarà sempre unica ed irripetibile.
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