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Concetti Chiave

  • Arendt analizza le origini del totalitarismo, individuando nel conformismo sociale, derivante dalla Rivoluzione industriale, una minaccia alla libertà politica.
  • Nel suo lavoro "Vita activa", Arendt esplora la crisi della politica moderna, sostenendo che l'agire politico sia stato sostituito dal lavoro per la sopravvivenza.
  • Le tre forme dell'agire umano secondo Arendt sono: l'attività lavorativa, l'operare e l'agire, con quest'ultimo che rappresenta l'essenza della politica.
  • Arendt distingue tra lavoro, che consuma energia senza umanizzare, e agire politico, che consente una vera interazione tra individui e umanizza l'essere umano.
  • La fine della politica porta a una società del lavoro, dove gli individui diventano impiegati e lottano per la sopravvivenza piuttosto che per una vita attiva e significativa.

Le origini del totalitarismo

Nell'opera arendtiana "Le origini del totalitarismo" si rintracciano le cause delle dittature a partire dalla Rivoluzione industriale. Arendt crede, infatti, che il conformismo sociale, che questa ha provocato, sia una minaccia costante alla libertà politica.

Qual è la crisi della politica moderna?

La crisi della politica nell'età moderna è il tema principale trattato in "Vita activa. La condizione umana", del 1958. Arendt, indagando il funzionamento della pólis greco-romana, crede che l'agire politico (la vita attiva, appunto, contrapposta alla vita contemplativa) sia stato sostituito dal fare e poi dal lavorare per la sopravvivenza (la decadenza dall'agire alle altre fasi è da rintracciare soprattutto con l'avvento della società cristiano-medievale).

Le tre forme dell'agire umano

Arendt definisce le tre forme in cui si articola l'agire umano: l'attività lavorativa, l'operare e l'agire.

Il lavoro e l'umanizzazione

Marx crede che il lavoro umanizzi l'uomo, mentre Arendt, vicina alle posizioni di Marcuse, crede che l'uomo, in questo tempo, lavori solo per sopravvivere e, al contrario, è convinta che proprio l'agire politico umanizzi l'uomo: l'attività lavorativa, infatti, è energia che si sprigiona e subito viene consumata; in questo senso si lavora per sopravvivere.

L'operare e l'azione politica

L'operare, invece, crea un mondo artificiale, diverso dall'ambiente naturale. L'uomo che opera è colui che costruisce, dunque l'uomo tecnologico che plasma la terra.

L'azione, al contrario, è la sola attività che mette in rapporto diretto gli uomini, senza mediazioni di oggetti: questa è la politica dell'antica Grecia, in cui gli uomini comunicano soltanto attraverso il linguaggio e le nobili gesta. La pólis greco-romana, infatti, esaltava i valori dell'interazione comunicativa tra uomini liberi, protagonisti diretti della vita pubblica. Arendt riprende il pensiero aristotelico secondo cui solo l'azione e il discorso, ovvero le attività umane più elevate, appartengono davvero all'agire politico. Vivere nella pólis, per i Greci, significava abbandonare la violenza e "limitarsi" a usare la forza persuasiva del discorso.

La fine della politica

La fine della politica ci consegna quindi alla società del lavoro, la quale ci trasforma in impiegati, perché ci diamo da fare non per vivere, ma per sopravvivere.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale causa del totalitarismo secondo Arendt?
  2. Arendt identifica il conformismo sociale, emerso con la Rivoluzione industriale, come una minaccia costante alla libertà politica, che contribuisce all'emergere delle dittature.

  3. Come Arendt distingue tra le diverse forme di agire umano?
  4. Arendt definisce tre forme di agire umano: l'attività lavorativa, l'operare e l'agire, evidenziando che solo l'agire politico, che avviene attraverso il linguaggio e l'interazione, è realmente significativo.

  5. Qual è la visione di Arendt sul lavoro e la sua relazione con l'umanizzazione?
  6. A differenza di Marx, Arendt sostiene che il lavoro serve solo per la sopravvivenza e che è l'agire politico a umanizzare l'uomo, poiché l'attività lavorativa è consumata immediatamente e non contribuisce alla realizzazione dell'individuo.

Domande e risposte

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