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virtù etiche

Le virtù etiche sono le disposizioni costanti a seguire il principio del giusto mezzo, ossia il principio che deve guidare la ragione nella scelta fra più possibilità e che trova applicazione nei vari ambiti. Ad esempio rispetto al sentimento di paura io ho diverse possibilità di scegliere: posso fuggire, dimostrando un’incapacità di valutare l’entità del pericolo che mi spaventa rispetto alle mie forze, posso attaccare per togliermi da questo pericolo, ma se prima non valuto la situazione compio un impresa temeraria oppure posso scegliere il coraggio, ossia la virtù etica in questo caso e consisterà a volte nell’affrontare il pericolo, altre nel fuggire, ma si tratterebbe di una fuga strategica per trovare una condizione migliore in cui poi affrontare il pericolo.
Questa valutazione è il frutto della situazione nel momento e consiste nell’avere trovato il giusto mezzo fra due estremi. In un ambito diverso come la ricerca del piacere gli estremi sono darsi all’intemperanza o essere insensibile al piacere, in entrambi i casi attuerei un comportamento vizioso, il primo porterebbe conseguenze alla mia salute, il secondo sarebbe un reprimere il naturale accompagnarsi del piacere alla nostra felicità, la via di mezzo invece è la temperanza, dalla quale si estrae la massima felicità.
Perciò ogni virtù etica consiste nel giusto mezzo tra due estremi, uno per difetto, l’altro per eccesso. Questo giusto mezzo altro non è che la virtù rispetto al vizio e non è quantitativamente a metà tra gli estremi, ma qualitativamente al di sopra dei due. Per Aristotele in ogni caso le virtù etiche vanno riportate alle diverse situazioni.

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