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Sofisti

Nella Grecia del V secolo a.C. avvennero trasformazioni sociali: l'avvento al potere dei nuovi ceti mercantili ed il declino delle antiche aristocrazie dei proprietari terrieri e la conseguente affermazione della democrazia. I Sofisti, da Sophia ovvero saggezza, risposero al bisogno di formazione culturale, ma anche politica dei nuovi ceti dirigenti.
Essi, a differenza dei filosofi naturalisti presocratici, non volsero la loro attenzione ai princìpi della natura, ma all'uomo che vive nella società. Si proponevano come "maestri di saggezza", ed erano soliti tenere corsi appunto di saggezza e retorica a pagamento nelle città in cui soggiornavano.
Anche se la paola "Sofista" ha acquistato un significato dispregiativo(di cavillatore in malafede), i Sofisti furono il segno evidente di una rivoluzione culturale caratterizzata da una divulgazione della cultura e da una critica al dogmatismo della tradizione e della pretesa dell'origine divina delle leggi, sostenuta dagli aristocratici per legittimare il loro privilegio.

I Sofisti misero al centro del loro interesse l'uomo, respingendo ogni forma di assolutismo nella politica, nell'etica,nella cultura. Lo stato e le leggi non sono opera degli Dei, ma degli uomini; non esistono valori assoluti nemmeno nella morale, in quanto il bene è ciò che è utile all'uomo; non ci sono verità assolute nemmeno nel sapere, in quanto esistono solo delle opinioni, e la verità non è altro che l'opinione dominante. I Sofisti più importanti furono Protagora e Gorgia.

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