Ominide 597 punti

I Sofisti


(V-IV sec. a.c.)

Nell’ Atene del V e IV sec. a.c. la filosofia diviene arte retorica (euristica), arte della persuasione, arte del convincimento grazie all’uso sapiente della parola (logos).
Il logos non è necessariamente parola sulla verità e sull’essere delle cose, ma è strumento tecnico per affermare il proprio punto di vista.
Le fazioni politiche popolari (i demi e le fratrie) si avvalgono, in cambio di un compenso in denaro, delle abilità linguistiche dei cosiddetti sapienti o filosofi (i Sofisti), per ottenere il consenso nell’assemblea (bulé e Pnice) o del tribunale (Aeropago). Dunque affermare il proprio punto di vista e far approvare le proprie decisioni.

La parola diviene opinione e la verità (arké, aletheia, episteme) un principio instabile e relativo.
Tutto ciò che conta è l’impatto emotivo e la forza espressiva delle opinioni, non quanta verità ci sia in esse.

L’attività dei Sofisti si divide in 3 fasi:
• la prima sofistica dove emergono le figure di Protagora e Gorgia che danno alla ricerca della verità una forte connotazione utilitaristica, anche se nell’ambito di un valore importante conferito alle leggi e ai legami comunitari della polis.
• la seconda sofistica che vede come figure principali le figure di Trasimaco, Crizia e Callicle che mettono in relazione la verità con la forza e il potere politico.
• la terza sofistica non vede personalità di spicco, ma sempre più sfocia nell’Eristica, ossia nel gioco fine a se stesso della parola, della persuasione e della contraddizione. L’arte della persuasione o della dialettica diviene solo un diletto dei retori che utilizzano la loro capacità argomentativa per soddisfare il proprio narcisismo egoistico o semplicemente per una convenienza materialistica economica e politica.

E’ soprattutto quest’ultima sofistica che Socrate e Platone, suo allievo, cercheranno di ostacolare rimettendo al centro della riflessione filosofica l’idea di bene e di virtù, di comunità e di giustizia, valori che oramai nelle frasi, opinioni, giudizi degli eristi si stavano inesorabilmente dissolvendo e quindi preparavano il terreno alla fine dell’autonomia politica della polis, favorendo corruzione, ambizioni personali e demagogia (il lato più negativo della democrazia).

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email