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IL PENSIERO DI SOCRATE

Socrate

Socrate è un personaggio emblematico, incarnante appieno il modello di filosofo. Egli agiva e viveva nel modo in cui ragionava. A differenza dei sofisti, Socrate insegnava ai fanciulli senza farsi pagare, poiché diceva che ogni uomo adulto ha il compito di far maturare intellettualmente i ragazzi.
In generale, l'insegnamento di Socrate è un insegnamento di vita, ma, a differenza di quello sofistico, utilizzava il logos ma non era di tipo tecnico. Socrate, infatti, s'ispirava alla madre (una levatrice) per "far partorire" le menti dei giovani, rendendole aperte e libere dal giogo delle leggi.
Proprio per questo egli fu aspramente ostacolato ed infine ucciso.

La cultura orale

Socrate preferiva la parola allo scritto, poiché il dialogo è l'unico mezzo di comunicazione che permette ampio spazio ad ogni membro dell'uditorio, mentre la freddezza e la concentrazione dello scritto non permette di esprimersi al meglio.

Socrate non si riteneva un uomo particolarmente sapiente, anzi, diceva spesso che la propria unica certezza fosse quella di "non sapere", frase che fece scaturire molti aneddoti e leggende. Si narra, infatti, che Platone chiedesse all'oracolo chi fosse l'uomo più sapiente; esso rispose Socrate. Il filosofo, dal canto suo, disse di non sapere perché l'oracolo avesse risposto in quel modo, ma che l'unica cosa di cui era certo era di conoscere una cosa in più degli altri: lui sapeva di non sapere tutto.
Secondo Socrate la scienza è frutto di un comportamento virtuoso che si ottiene ricercando sempre e non chiudendo la mente. Ai tempi di Omero la virtù era detenuta solo dai "kalòi kài agatòi" (belli e giusti) ovvero dai nobili, mentre per Socrate tutti possono diventare filosofi o scenziati: basta solo far partorire la loro mente.

Il metodo socratico

Il metodo socratico (dialogico)era quella modalità con cui il filosofo divulgava il proprio sapere. Il dialogo avveniva tramite metodologie retoriche, ma solo con uno scambio di informazioni. Gli insegnamenti di Socrate non erano ben definiti, erano solo degli orientamenti per vivere bene. Egli proclamava sempre la propria ignoranza, e chiedeva la spiegazione di ciò che voleva sapere al proprio interlocutore. Poi lo interrompeva chiedendo: "Perché è così?" (tì estì? in greco). Questo perché quando un discepolo cominciava ad elencare tutto ciò che (per esempio) era bello, Socrate lo interrompeva, dicendogli di non aver chiesto cosa è bello, ma cos'è il bello. Da qui nasce il concetto con il quale si indicano i Predicati universali delle cose, pensieri che unificano un gruppo di cose e ci permettono di definire ciò che le unifica.

Il metodo socratico di divide in due parti: l'ironia e la maieutica, l'arte di far partorire le menti. Socrate non dava mai risposte certe, ma solo orientamenti verso la verità. Per questo venne accusato di relativismo e di intellettualismo, ovvero il fondare la virtù (la cui scienza è l'etica) solo su ragionamenti intellettuali senza definizione.

Riflessioni sulla morte e sull'aldilà

L'anima socratica è distaccata dalla sostanza corporea. Essa è immortale e non si sa dove finisca dopo la morte. Per Socrate, la morte è la totale assenza di dolore, vuoto e sonno eterno, ed in ogni caso non provoca sofferenza e non deve far paura. Asseriva che se mai fosse esistito l'ADE, non ci sarebbe stato nulla di più bello: avrebbe potuto vivere una vita spirituale appagante parlando con i grandi sapienti ormai trapassati.

Il demone socratico

Socrate diceva di aver un demone buono che gli parlava dentro, giudandolo sulla via dei giusto e tenendolo lontano da ciò che era sbagliato.
Il dàimon altro non era che la coscienza, che si fa sentire ogni qual volta stiamo per sbagliare, facendo ridestare il nostro senso di responsabilità. L'insegnamento di Socrate è dunque civile ed etico allo stesso tempo.

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