Concetti Chiave
- La scuola pitagorica, fondata da Pitagora a Crotone, è avvolta da leggende sulla sua esistenza e sulla sorte del suo fondatore.
- I membri della scuola seguivano regole rigide e segreti matematici, simili a una setta, e credevano nella reincarnazione, evitando alimenti come le fave.
- I numeri avevano un significato profondo: i dispari erano considerati maschili e perfetti, mentre i pari erano femminili e imperfetti, con il numero 1 escluso.
- Numeri specifici come il 5 simboleggiavano il matrimonio e il 4 la giustizia, rivelando un sistema simbolico complesso nella filosofia pitagorica.
- La tradizione pitagorica ha lasciato un'eredità culturale nel sud Italia, manifestandosi nell'asmorfia, dove i sogni sono associati a numeri giocati al lotto.
Indice
Fondazione e leggenda della scuola
La scuola pitagorica è stata fondata da Pitagora, un matematico proveniente dall’isola di Samo, che si stabilì in Magna Grecia, nel Sud Dell’Italia, A Crotone. È entrato nell’ambito della leggenda, tanto che alcuni dicono che non sia esistito. La scuola venne frequentata da molti matematici importanti, e durò per più di 4 secoli. Si parla soprattutto di scuola pitagorica più che di Pitagora. Pare che l’avessero incendiata, e qui si entra nella leggenda, non si sa se sia morto nell’incendio oppure, avvertito da altri, sia fuggito in tempo rifugiandosi in Asia Minore, e facendo perdere le sue tracce.
Quali sono i segreti e le regole della setta?
Era una scuola di matematici che trasmettevano e insegnavano alcuni elementi matematici a degli ascoltatori (oggi detti studenti), ma i loro veri segreti, le loro vere basi matematiche, non le rivelavano a nessuno, era una sorta di setta, erano anche assassini, e giuravano tra di loro che non avrebbero mai rivelato a nessuno all’infuori dalla loro setta i loro segreti. Dei documenti provano che un matematico che aveva rivelato qualcosa che non doveva ed era stato ucciso dagli altri appartenenti al gruppo. Era una setta perché avevano una serie di regole di vita, che si erano dati, pare che anche a livello alimentare avessero delle regole rigide su cosa mangiare o non mangiare: pare che le fave non venissero mangiate perché credevano che si incarnassero i morti (Non si sa cosa sia stato aggiunto nei secoli), quindi all’interno della setta credevano nella reincarnazione*. L’archè per i pitagorici è il numero, che può essere tradotto in materiale. Essi non conoscevano lo zero, Traducendo tutti i numeri in materiali. Per conoscere qualcosa lo devo urtare, così lui mi rimanda la conoscenza di sé stessa. La conoscenza deve poter trovare un ostacolo, i numeri che permettevano la presenza dell’ostacolo erano i dispari.
Numeri e simbolismo pitagorico
Il numero 1 era detto il parimpari, né pari né dispari, e lo toglievano. Il primo dispari è il 3 e il primo pari è il 2(prima non puoi conoscere). I numeri dispari erano maschili ed erano perfetti, mentre i numeri pari erano femminili e imperfetti;
Il 5 è il simbolo del matrimonio, 2 (primo pari) +3 (primo dispari); 4 è la giustizia, 2 e 2 rimangono immobili e fissi, perfetta stabilità; 7 è il è giusto il cambiamento e la crisi, non si sa se c’è stabilità (4+3=7, 3 numero perfetto, 4 giustizia). (Tetratnis piramide fatta con lati di 10 numeri).
Reincarnazione e influenze culturali
(*La reincarnazione può essere anche detta metempsicosi= trasmigrazione delle anime, che possono avere un altro corpo, non solo umano, ma anche animale, da psichè =anima e intelligenza. Il concetto che una persona può vivere più vite ha una provenienza orientale, poi passò sempre con minor vigore nell’Asia Minore attraverso l’orfismo, il mito di Orfeo ed Euridice, che era la sua sposa e morì il giorno del matrimonio a causa del morso di una serpe. Lui, un musicista molto famoso, discese nell’oltretomba e con il suo canto cercò di ammansire gli dei dell’Ade per far rinascere la moglie. Essi acconsentirono, purché non si voltasse a guardare la moglie mentre tornavano nel mondo dei vivi, ma mentre risalivano non resistette si girò, a la moglie cadde e morì per sempre. Egli si isolò dal dolore, e fu ucciso dalle baccanti, donne che in onore del dio Dioniso (per i greci) o Bacco (per i romani) che presidiava l’istintualità, si drogavano, bevevano, sesso etc., è stato sbranato da delle donne. Questa concezione è stata portata in Italia da Pitagora, proveniente da quelle zone orientali, fino a Platone (solo a livello di mito) e poi è scomparsa nel mondo occidentale.)
Asmorfia e eredità culturale
Asmorfia sud Italia sogni collegati a numeri che poi vengono giocati al lotto, eredità dei pitagorici.
Domande da interrogazione
- Qual è la leggenda che circonda la fondazione della scuola pitagorica?
- Quali erano i segreti e le regole della setta pitagorica?
- Come venivano classificati i numeri nella filosofia pitagorica?
- Qual è il significato della reincarnazione nella filosofia pitagorica?
- In che modo l'eredità pitagorica si manifesta nella cultura contemporanea?
La scuola pitagorica, fondata da Pitagora a Crotone, è avvolta nella leggenda, con alcuni che mettono in dubbio la sua esistenza. Si narra che la scuola sia stata incendiata e che Pitagora possa essere fuggito in Asia Minore, facendo perdere le sue tracce.
La scuola pitagorica operava come una setta, mantenendo segreti matematici e regole di vita rigorose, inclusi divieti alimentari, come quello di mangiare fave, poiché credevano nella reincarnazione. La violazione di queste regole poteva portare a conseguenze mortali.
I pitagorici classificavano i numeri in base a caratteristiche di genere e perfezione: i numeri dispari erano considerati maschili e perfetti, mentre i numeri pari erano femminili e imperfetti. Il numero 1 era escluso dalla classificazione.
La reincarnazione, o metempsicosi, era un concetto centrale per i pitagorici, che credevano che le anime potessero trasmigrare in corpi diversi, non solo umani. Questo concetto ha radici orientali e si è diffuso attraverso l'orfismo.
L'eredità pitagorica si riflette in pratiche moderne come l'asmorfia nel sud Italia, dove i sogni legati ai numeri vengono utilizzati per giocare al lotto, evidenziando l'influenza duratura della filosofia pitagorica sulla cultura popolare.