I pensatori della scuola di Mileto

I filosofi che fanno parte della scuola ionica sono: Talete, Anassimandro e Anassimene. Tutti e tre sono dei filosofi naturalistici e trattavano il problema cosmologico, ossia l'origine dell'universo, dell'ordine che spazzò via il caos.
Ognuno di loro diede un principio diverso dell'origine, questo principio veniva chiamato Archè.
Talete aveva una concezione ilozoistica, ossia che tutto era pieno di dei, tutto possiede un'energia, anche le pietre la posseggono. L'archè per Talete era l'acqua che origina tutto. Vede la Terra come una grossa zattera galleggiante sull'acqua. Si aveva ancora una concezione geocentrica.
Anassimandro fa un passo in avanti rispetto a Talete. Egli attribuisce il proprio archè all'Apeiron, una sostanza infinita, illimitata ed indeterminata, concetto estraneo ai greci che credevano imperfetto tutto ciò che non potesse essere definito o concluso, concreto. È uno dei primi filosofi greci che introduce il concetto di infinito. All'interno dell'apeiron si è verificato un movimento vorticoso che generò i contrari. Esso ha il compito di riportare l'ordine, in quanto gli opposti cercano di sopraffarsi. Introduce il concetto di giustizia. Secondo Anassimandro la Terra era un cilindro al centro dell'universo dove all'esterno si trovava un fuoco. La luce penetrava sulla Terra attraverso ad una specie di coperchio bucherellato che copriva questo cilindro.

Anassimene è il filosofo più naturalista rispetto ai primi due perchè, mentre gli altri erano condizionati dalla religione, Anassimene è il tipico fisico che osserva e prende appunti. Il suo archè è l'aria, infatti vede la Terra come un grande essere che respira.

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