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La “scuola” di Mileto


La vita dei primi filosofi, a noi poco nota, è per lo più avvolta nella leggenda. A quasi tutti, poi, la tradizione attribuisce opere a cui assegna il titolo convenzionale Sulla natura.
Il primo centro in cui sia stata attribuita una specifica attenzione ai problemi della filosofia si è formato a Mileto, cioè nella più importante colonia ionica dell’Asia Minore. Qui, fra la fine del VII secolo e gli inizi del VI è vissuto Talete, una leggendaria figura di scienziato, ingegnere e consulente politico, inserito fra i Sette Sapienti insieme ad altri personaggi famosi, fra cui spicca il nome di Solone. Sempre a Mileto sono poi vissuti Anassimandro e Anassimene, probabilmente discepoli di Talete.


Lo scienziato


Anche Anassimandro (nato intorno al 61 0 a.C.) sembra essersi impegnato in campo politico e scientifico: gli vengono attribuiti la responsabilità della fondazione della colonia di Apollonia, un’esperienza di viaggiatore, la composizione di un atlante geografico (che presuppone un lungo lavoro collettivo di raccolta e organizzazione di dati) e la messa a punto di un orologio solare. A lui è stato anche attribuito il primo testo scritto in prosa. Ma a lui, soprattutto, è stata fatta risalire un’ipotesi cosmologica dotata di un alto livello di astrazione scientifica. Essa si fonda sull'idea che la Terra - di forma cilindrica — sia immobile, librata in alto, non sostenuta da niente e come sospesa, in quanto ha uguale distanza da ogni cosa. Mentre Talete era rimasto legato all’idea (ricavata dall’osservazione di esperienze di vita quotidiana) che la Terra fosse simile ad un piatto galleggiante sull’acqua, Anassimandro sembra far dipendere la posizione della Terra a un modello fisico-matematico, in cui il gioco delle forze determina un equilibrio cosmico.
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