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Le scienze e la filosofia nell’età alessandrina

Il progresso della matematica, delle scienze e degli studi in genere fu favorito da una vera e propria organizzazione, in parte simile alla nostra. Ad Alessandria il Museo era un grande istituto di studi superiori e la Biblioteca conteneva circa 700.000 volumi. Il babilonese Kidinnu di Sippar calcolò per la prima volta con notevole approssimazione la durata dell’anno solare; Aristarco di Samo giunse ad intuire il moto della terra intorno al sole; Eraclide di Eraclea scoprì il movimento di rotazione della terra intorno al proprio asse; Eratostene di Cirene tentò di tracciare una carta del mondo e calcolò la lunghezza del diametro della terra con un errore di appena cento chilometri; il corpo umano venne studiato da Erisistrato di Ceo. I due maggiori studiosi furono, però, il geometra Euclide e il fisico Archimede di Siracusa, che si occupò di matematica e di fisica ed inventò vere e proprie macchine (una pompa per il sollevamento dell’acqua del Nilo, un sistema di pulegge per varare un’enorme galea, ordigni bellici, ecc…). degni di menzione sono i viaggi di Pitea di Marsiglia, che giunse nei pressi delle isole britanniche e della Scandinavia. Tra i filosofi divenne famoso Epicuro, che volle insegnare agli uomini l’arte di vivere in perfetta serenità di spirito, senza troppi timori e paure. Anche nella rappresentazione della tragica immobilità della morte, l’irrequieta scultura ellenistica si mostra desiderosa di “movimento” e di vitalità, carcati attraverso la minuzia dei particolari, il sempre abbondante drappeggio, la perfezione e la evidenza anatomica. Questa figura di Persiano ucciso potrebbe essere quella di un “dormiente”, forse un po’ stanco, ma composto, se non fosse per quella mano troppo abbandonata, e quella inutile spada, sguainata, per terra.
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