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Protagora


Protagora nasce nel 486 a.C. ad Abdera (come Democrito) e soggiorna ad Atene più volte: prima chiamatovi da Pericle per elaborare, nel 444, una Costituzione per la colonia di Turi; poi ancora nel 432, nel 421 e nel 411. Ma in quest’ultimo caso, dopo l’avvento del regime oligarchico, egli viene processato e condannato per “empietà”, morendo in seguito a un naufragio durante la fuga. Gli sono state attribuite diverse opere, fra cui La Verità e le Antilogie (cioè discorsi contrapposti, di difesa e confutazione di una stessa tesi). Se anche non si volesse parlare della sofistica come filosofia, per Protagora si potrebbe azzardare la definizione di “filosofo” della Sofistica, perché a lui si devono alcune delle tesi che possono fare da sfondo al movimento sofistico. Di lui si può anche dire che è quello tra i “professori” che ha più chiaro il disegno politico in cui la Sofistica può iscrivere il suo impegno educativo, legando valore dell’individuo e valore della collettività, della pòlis. In tal senso, a Protagora non si può attribuire un uso puramente strumentale della retorica finalizzata solo all’affermazione di sé, al di fuori di ogni preoccupazione etica e politica, come avverrà per altri Sofisti.

Protagora espone un mito dall'evidente significato e valore politico,nel quale è proprio Zeus a donare a tutti gli uomini l'aretè politica.

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