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Protagora, uno dei maggiori esponenti dei Sofisti, si distingue per questo sua tesi di fondo, che può essere esaminata secondo diversi livelli di lettura:
“L’uomo è misura di tutte le cose: di quelle che sono in quanto non sono e di quelle che sono in quanto sono”.
Questa affermazione filosofica va esaminata da diversi punti di vista:
esaminiamo il soggetto dell’affermazione, l’uomo:
-può essere interpretato come il genere umano (umanità);
-può essere concepito come una collettività (un gruppo, una stirpe, una classe sociale,..)
-può essere concepito come un singolo individuo (Marco, Luca,Lucia ..)
Esaminiamo il concetto di cosa:
- Può essere intesa come la realtà tutta (il mondo che ci circonda, l'universo);
- Può essere intesa come un determinato oggetto materiale (la penna, la matita, ..;
- Può essere intesa come un valore morale (il bene, il male,la giustizia, l'ingiustizia,..)

Con questa affermazione, Protagora afferma tre orientamenti di pensiero:

fenomenismo: l’ essenza delle cose è inconoscibile, perché a ciascun uomo legge le cose così come gli appaiono in superficie, non come esse sono per la loro essenza;
relativismo: a ciascun uomo corrisponde una visione diversa delle cose;
umanismo: quella di Protagora è una visione antropocentrica, cioè una concezione che da centralità e importanza all'uomo

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