Ominide 210 punti

“L'uomo e l'anima”


Platone si concentra sul dualismo ontropologico dell'uomo, diviso fra:
Anima → eterna, immortale, incorruttibile, semplice.
Corpo → sensibile, materiale, non eterna, corruttibile, composto.
Assegna quindi all'anima una funziona conoscitiva razionale, pensandola non solo come elemento psicologico ma come conoscenza universale molto vicina al mondo delle idee.
Sostiene 3 prove a favore dell'immortalità dell'anima:
1. Degli opposti e della riminiscenza: riprende la teoria del divenire di Eraclito e sostiene che tutto è originato del suo contrario e così anche la vita dalla morte, e quindi da un corpo morto può generarsi la vita dell'anima che accrescerà la sua conoscenza.
2. Della somiglianza: tutto ciò che è composto si trasformerà in qualcosa di semplice, disgregandosi. L'anima quindi dopo la morte del corpo tende a risalire verso il mondo delle idee.
3. L'anima è principio di vita per il corpo, ciò che lo anima.

La riminiscenza completa questo argomento sostenendo che se potenziamo l'anima con la conoscenza in vita, dopo la morte del corpo essa sarà potenziata, potendo conoscere senza l'utilizzo dei sensi. Applica il principio di simile-conosce-simile; l'anima che, a differenza del corpo, riesce a conoscere le idee e comprenderle.
Platone integrerà la sua teoria dell'anima con la teoria dell'anima tripartita, che, seppur descrivendo l'anima come un tutt'uno, la divide in 3 parti.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email