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La selezione dei guardiani

Per selezionare il ristretto gruppo dei dirigenti dello stato, i guardiani dovranno essere sottoposti a «fatiche, dolori e gare» che verifichino il loro coraggio, il dominio di sé, la capacità di tenuta delle loro anime in situazioni difficili. Una selezione siffatta consente sia di accertare le qualità e le predisposizioni degli individui, sia di verificare la personalità stessa del guardiano. A questi fini sarà utile anche regolamentare gli accoppiamenti e le nascite, così da produrre una selezione "razziale" che garantisca allo stato un numero costante di individui dotati. Questo programma eugenetico non è comunque sufficiente a garantire l'omogeneità del prodotto: è dunque necessario affinarlo mediante un accertamento delle capacità, che respinga nella classe inferiore gli individui incapaci' anche se nati da guerrieri, e viceversa coopti nella classe dominante i figli di artigiani o agricoltori, che eventualmente rivelino una predisposizione al comando.

L'educazione dei filosofi

Il gradino successivo del progetto platonico è l'educazione dei filosofi. Rivolta ai migliori dei filosofi fra i guardiani, essa prende avvio da un tirocinio intellettuale che si fonda sulle matematiche e sull'astronomia, discipline che per Platone non vanno considerate solo dal punto di vista dell'utilità pratica, né in senso puramente specialistico. Le matematiche trattano infatti di relazioni numeriche fra entità astratte e la loro valenza formativa sta nel fatto che abituano a operare su oggetti mentali, costituendo così una propedeutica (pro-paidéia) alla dialettica ossia allo studio delle idee in quanto tali. Questo è il motivo per cui per Platone è la matematica, e non la retorica, ad avere, nell'educazione dell'uomo politico, un ruolo centrale. L'ultima tappa della paidéia del filosofo è l'esercizio della dialettica, cui verranno avvia. ti, a partire dai vent'anni, i prescelti fra i guardiani. Dopo dieci anni di formazione dedicati all'aspetto confutatorio e sinottico della dialettica, essi saranno ulteriormente selezionati e proseguiranno verso il suo più alto grado, la contemplazione dell'essere, per cinque anni. La formazione filosofica non termina tuttavia a trentacinque anni; essa prevede infatti un ulteriore quindicennio dedicato all'esperienza pratica nel governo dello stato. Dopo i cinquant'anni, sarà possibile accedere alla massima disciplina, la conoscenza del bene, e si sarà infine capaci di reggere, a turno con gli altri filosofi-governanti, la guida dello stato.

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