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Ricerca della verità e mito della caverna


Tra i discepoli, dopo la morte di Socrate, si presentano due possibilità:
fuggire dalla politica, cercando una liberazione personale in cui ciascuno possa bastare se stesso ed è la scelta dei socratici minori;
salvare la polìs mediante una riforma etico-politica e nella quale il rinnovamento è basato solo sulla vera filosofia, cioè un sapere vero.
Platone prende la seconda direzione, infatti, per lui questa non è solo una crisi politica, ma anche una crisi intellettuale, segnata dal vuoto di certezze a cui si era arrivati a causa del relativismo sofistico. Lo scopo fondamentale della filosofia platonica è proprio quello di portare a termine il lavoro di Socrate e quindi di liberare l'uomo dalla ''schiavitù'' dell'opinione e conquistare la realtà oggettiva.
Il mito della caverna è raccontato da Platone nel libro settimo de La Repubblica. Platone ci racconta di alcuni prigionieri completamente incatenati e con una fiaccola dietro le proprie spalle, inoltre, all'interno della caverna erano sottoposti ad un dolore sia fisico che psicologico sin dalla nascita. Quando un prigioniero riesce finalmente a uscire dalla caverna e poco dopo ad abituarsi al mondo esterno, pensa subito ai suoi compagni ancora imprigionati, in quanto vorrebbe liberare anche loro e renderli partecipi di questo felice cambiamento. Tuttavia il prigioniero libero è attanagliato dai dubbi, in quanto dovrebbe rientrare nella caverna e ri-abituare gli occhi all'ombra, inoltre potrebbe anche essere ucciso dai compagni durante l'opera di convincimento, poichè -probabilmente- non varrebbe la pena subire il dolore dell'accecamento secondo essi.
Il racconto di Platone ci mostra:
gli uomini come schiavi, la filosofia come liberazione;
ombre scambiate per realtà e realtà rifiutata come fosse ombra;
il mondo dell'apparenza e il mondo dell'essere come luoghi di partenza e di arrivo di un viaggio possibile;
una liberazione dfficoltosa, ma nella quale l'uomo non gira la testa;
la necessità dell'uomo, proprio come il filosofo, di aiutare i propri simili nella risalita;
la preminenza dell'dea del Bene, rappresentata dal Sole, in cui l'uomo deve avvicinarsi il più possibile, in quanto il Bene è generatore di essere e valore per la polis e l'individuo.
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