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L'origine del tempo e l'influsso degli astri

Nel Timeo, dobbiamo sottolineare che il demiurgo compiaciuto della sua opera, pensò di rendere ancora più bello il cosmo e simile all'originale, cioè al mondo ideale ed eterno a cui si era ispirato. A tal proposito, pensò di dover creare il tempo, che è (un immagine mobile dell'eternità) con questa espressione Platone intende dire che la suddivisione in giorni e notti, in mesi e anni, che non esisteva prima della formazione del cielo è stata voluta dal demiurgo per dare ordine al corso degli eventi naturali ed umani. Il tempo, con i suoi ritmi ordinati, in cui si succedono con costanza il passato ( l'era) , il presente (l'è) e il futuro ( il sarà), imita l'eterità vale a dire il perenne "è" del presente.
Si può dire che il divino artefice abbia realizzato gli astri proprio per il bene degli uomini, infatti oltre a rischiarare con la loro luce il mondo, essi servono a identificare l'alternarsi del giorno e della notte e a calcolare il trascorrere dei mesi e degli anni, vale a dire a misurare il tempo. Per Platone le anime furono prodotte in un numero pari a quello degli astri. Il dio, infatti, abbinò ciascuna anima a ciascun astro. Alla morte le anime "rette " faranno ritorno alla loro sede naturale, cioè nell'abitazione loro affine e vivranno felicemente. Per questo gli astri sono considerati divini: nel loro movimento circolare e regolare, vi è il segno inconfondibile della perfezione, del Bene supremo. per quanto l'uomo sia ancora considerato preda delle pressioni tuttavia un ordine divino sembra governare l'universo. Esso è il riflesso dell'armonia celeste inscritta nel movimento regolare degli astri.

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