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Concetti Chiave

  • Platone sostiene che il pensiero è un dialogo interiore in silenzio, identificando lògos con diànoia.
  • Nel Teeteto si afferma che il pensiero è un discorso che l'anima intrattiene con se stessa, generando opinione quando espresso.
  • Le questioni sul discorso dell'anima riguardano il contenuto e la relazione tra pensiero e linguaggio, senza una chiara distinzione di importanza tra i due.
  • Nel Cratilo, Platone considera la parola interiore più valida della parola proferita, criticando la ricerca di verità attraverso il linguaggio esteriore.
  • La dialettica è vista come un metodo per rendere autonomo il pensiero, permettendo di accedere alle idee senza l'uso delle parole.

La tesi di Platone

Questa è la tesi di partenza di Platone, secondo cui lògos (pensiero)=diànoia (linguaggio), cioè pensare è parlare in silenzio.

Qual è il dialogo interiore?

Egli ne parla in primo luogo nel Teeteto, nel quale viene affermato che il pensiero è un discorso che l’anima intrattiene con se stessa a proposito delle cose che le succede di prendere in considerazione, è un dialogo (lògos); quindi, nel Filebo Platone riflette sul processo di formazione dell’opinione, ed afferma che se ci fosse qualcuno a lui vicino, e ripetesse a colui che è presente quelle stesse cose dette a sé stesso, facendosi intendere ad alta voce, allora ciò che noi abbiamo chiamato opinione diventerebbe in tal modo discorso, quindi afferma che qualora il discorso che l’anima intrattiene con se stessa venga espresso, esso genererebbe l’opinione; nel Sofista, infine, è espresso che pensiero e discorso sono la stessa cosa, non fosse che il dialogo interiore che l’anima tiene in silenzio con se stessa ha ricevuto il nome particolare di pensiero.

Il discorso dell'anima

Rimangono delle questioni aperte: anzitutto qual è il contenuto di questo discorso dell’anima, inoltre, se tra pensiero e linguaggio vi sia identità assoluta (la quale porterebbe a concludere che ogni discorso è razionale, conclusione inaffermabile) o relativa; questo discorso coglie le idee? Linguaggio è semplice esteriorizzazione del pensiero, tanto è dentro, tanto è fuori, non è specificato quale dei due sia più importante e quale relazione li lega.

La parola interiore

Successivamente, nel Cratilo, viene affermato che la parola proferita sia da svalutare rispetto a quella interiore: nella pretesa di giustezza del linguaggio non è raggiungibile alcuna verità oggettiva, si dovrebbe conoscere l’ente senza le parole, semplicemente a partire da se stessi: la dialettica, che è lo scopo di questa operazione, si propone esplicitamente come un modo di rendere pienamente autonomo il pensiero e di aprirlo ai suoi veri oggetti, le idee; esse non possono essere ridotte a parole o concetti, per cui la parola pensata rimane più importante, più fondante della parola proferita, che non può cogliere le idee, in quanto richiedono di essere colte in una dimensione precedente.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la tesi principale di Platone riguardo al pensiero e al linguaggio?
  2. Platone sostiene che lògos (pensiero) e diànoia (linguaggio) siano equivalenti, affermando che pensare è, in sostanza, parlare in silenzio con se stessi.

  3. Come si sviluppa il concetto di dialogo interiore nei dialoghi di Platone?
  4. Nel Teeteto, Platone descrive il pensiero come un dialogo che l'anima intrattiene con se stessa; nel Filebo, evidenzia che l'opinione diventa discorso quando espressa ad alta voce, mentre nel Sofista afferma che pensiero e discorso sono la stessa cosa, con il pensiero che rappresenta il dialogo interiore silenzioso.

  5. Qual è la posizione di Platone sulla relazione tra parola interiore e parola proferita?
  6. Platone, nel Cratilo, sostiene che la parola interiore è più importante della parola proferita, poiché la verità oggettiva non può essere raggiunta attraverso il linguaggio, ma solo attraverso la comprensione interna delle idee.

Domande e risposte

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