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La Ragione e l’Essere


Fondatore della “scuola” eleatica è stato il grande poeta e filosofo Parmenide, contemporaneo di Eraclito,che ha operato attivamente proprio ad Elea, città della Magna Grecia. Anche della sua vita sappiamo ben poco vissuto a cavallo tra il VI e il V secolo, gli si attribuisce la stesura di una costituzione e una posizione politica vicina ai ceti conservatori. Di lui restano comunque diciannove frammenti di un lungo-poema.
Egli è da molti considerato il padre della metafisica occidentale, cioè l’iniziatore di una forma di riflessione filosofica volta alla conoscenza dell'essere in quanto essere, scienza suprema della realtà pensata nella sua assolutezza e generalità.
In quanto ha posto come oggetto della sua filosofia l’essere, Parmenide è considerato il fondatore dell'ontologia(letteralmente, scienza di ciò che è), cioè l'iniziatore del discorso filosofico intorno all’essere.
Anche Parmenide — come Senofane —ha scritto in versi. Nel proemio del suo poema il filosofo descrive il proprio viaggio verso la luce, verso la Verità. Sopra un carro trainato da focose cavalle, egli è accompagnato dalle Eliadi (fanciulle figlie del Sole) oltre la porta che divide la Notte dal Giorno, raggiunge e varca le porte di una città, sorvegliata da Dike (la Giustizia). Il filosofo viene portato alla presenza di una dea, la quale afferma che a condurlo da lei è stato non un destino avverso, ma la legge divina e la giustizia. Essa intende quindi insegnargli ogni cosa :sia la Verità, sia
le opinioni dei mortali, delle quali non c’è certezza.
In tal modo la verità viene presentata come ispirazione e rivelazione divina, sulla falsariga del modello oracolare. Ma l e teoria enunciata da Parmenide, pur nell’oscurità del racconto poetico, nei paradossi che contiene e nella molteplicità delle interpretazioni che ne sono state date, è del tutto originale ed esprime una grande forza razionale.
La verità — continua la dea — è possibile trovarla solo attraverso la via della ragione, no dell'opinione. Ancora una volta — come già in Eraclito— la via della ragione è alternativa a quella dei sensi e dell’opinione, ed è l’unica e vera via. E la ragione che non si ferma alle molteplici apparenze— conduce esclusivamente all'essere:essa dice che l'essere è e non può non essere; nega,invece, la via che porta al non-essere,poiché il non essere non è ed è impossibile che sia . Dunque solo la via dell’essere può essere percorsa.
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