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Parmenide


Parmenide di Elea,noto aristocratico e politico,fonda la sua scuola ad Elea. Viene definito un filosofo venerando ma anche temibile,pazzo. Ha una concezione del potere aristocratico. La sua prima opera si intitola 'Sulla natura'. In netta contrapposizione con Eraclito, è il filosofo dell'essere. Di conseguenza la domanda che egli si pone è che cosa sia l'essere, dando nascita così alla questione ontologia. Infatti Parmenide è definito il padre dell'ontologia(onto, dal greco tò-on "essere", e logia, quindi "pensiero dell'essere") e del pensiero logico. L'essere, secondo il filosofo, non ha niente a che fare con quello che noi definiamo realtà, tutto ciò che noi percepiamo con i cinque sensi non può essere definito reale. Tutto ciò che cambia non può essere e chi si limita a vedere il mutamento si ferma alla Doxa(apparenza).Parmenide, nel suo Proremio spiega, attraverso una breve storia, come egli abbia ricevuto la verità dalla dea Dike, che gli avrebbe riferito una celebre frase:"l'essere è, e non può non essere", di conseguenza il non essere non è e non può essere. Grazie a Parmenide nasce il ragionamento logico deduttivo, molto rigoroso che definisce che da una definizione si possono trarre tanti elementi. Secondo il quale esiste solo l'essere o il non essere (da qui la nascita dei codici binari, dai quali deriva tutta la tecnologia moderna). Gli attributi dell'essere sono quattro, e lo descrivono come ingenerato e incorruttibile, quindi che è sempre esistito e che non potrà mai morire. Eterno, perché se non fosse stato eterno ci sarebbe stato un tempo in cui non sarebbe esistito. Immutabile e immobile, e finito, cioè compiuto e perfetto. L'essere è immaginabile a forma sferica, ritenuta la forma perfetta, ma soprattutto l'essere è solamente uno.
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