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Secondo i Pitagorici in tutte le cose esiste una regolarità matematica e numerica. In questo senso è stato determinante la scoperta che i suoni e la musica si possono tradurre in rapporti numerici. I Pitagorici scoprirono ad esempio i rapporti armonici di ottava, di quinta, di quarta, l’altezza dei suoni e le leggi numeriche che li governano. Scoprirono poi che in certi strumenti, quelli a percussione, i martelletti producono suoni diversi a seconda del loro peso. Gli strumenti a corda producono suoni diversi a seconda della lunghezza delle corde, traducibile in numeri. Sono leggi numeriche anche quelle che determinano l’anno, le stagioni, i giorni e il tempo d’incubazione di un feto ad esempio o i cicli vitali o biologici.

Sicuramente i Pitagorici mossi dall’euforia della scoperta cominciarono a trovare anche insensate corrispondenze fra numeri e fenomeni. Ad esempio interpretano la giustizia come se questa corrispondesse ad un numero. L’uguaglianza viene fatta coincidere con il 4 o il 9, cioè i quadrati del primo numero pari e del primo numero dispari.

Epistene, Scienza, l’intelligenza per il carattere di stabilità che hanno vengono fatte coincidere con l’uno, uno fra i numeri più importanti per i pitagorici, definito anche parimpari, dal quale sono generati tutti gli altri numeri.

L’opinione, un po’ melliflua e ballerina, la doxa, con due poli, corrisponde al 2.

Oggi per noi il numero è un’astrazione mentale, ente di ragione, mentre per gli antichi il numero era cosa reale. Per i testi pitagorici addirittura è la cosa più reale di tutte e per questo ne è il principio costitutivo.

Ma il numero ha caratteristiche fisiche geometriche. L’unità è un punto o un sassolino. Il 2 sono due sassolini uniti da una linea.

Il tre sono tre sassolini e rappresentano la superficie in ambito geometrico.

Il quattro indica il solido e diventa struttura atomica della realtà.

Tutte queste considerazioni le ricaviamo da Filolao. I numeri poi sono pari e dispari ma hanno valenze diverse perché il dispari corrisponder per i Pitagorici al concetto di limite. Dunque il limite rimanda alla possibilità di misura. Il dispari è un numero perfetto e rappresenta il bene. Al contrario il numero pari rappresenta il concetto di illimite e di non misurabile, quindi di imperfetto. Tutte queste considerazioni vengono fatte sulla stessa scorta delle conoscenze aritmo-geometriche. Il numero di riferimento, figura sacra, che genera è il 10.

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