Sapiens 7865 punti

I “maestri della parola”


I contenuti dell’insegnamento sofistico sono estremamente diversi, coprono spesso l’intero scibile. il termine greco sophistoi, letteralmente i “sapientissimi”, può essere spiegato anche con la loro convinzione di possedere un saper ,enciclopedico. Il termine è stato anche inteso n senso ironico e critico: i Sofisti sono definiti come quei “sapientoni” che presumono di sapere tutto. Fra loro, oltre a chi fa mostra di un sapere enciclopedico, c’è chi si specializza. Nel complesso, il loro insegnamento verte su materie scientifiche, letterarie e artistico- musicali e comprende l’arte della politica.
Soprattutto viene insegnata l’arte della retorica, cioè quell’insieme di conoscenze e tecniche del discorso adottabili — di volta in volta — a seconda delle situazioni, degli interlocutori e degli obiettivi prescelti. La situazione politica e culturale richiede, infatti, una padronanza del linguaggio, cioè delle regole grammaticali e sintattiche in base alle quali il discorso viene organizzato, e una nuova consapevolezza dei principi logici dell’argomentazione, cioè una conoscenza maggiore delle forme e delle strutture con cui un ragionamento acquista coerenza, rigore e valore di verità. Una vincente capacità persuasiva è possibile acquisirla solo muovendosi sia sul piano linguistico che su quello logico.
Rientra in questa prospettiva uno scritto anonimo e famoso, i Discorsi duplici. In esso si cerca di dimostrare che, dal punto di vista strettamente logico, ad ogni tesi affermata dalla ragione come “vera” si può opporre una tesi contraria, ma “vera” quanto la prima. E il terreno delle antilogie, cioè dei ragionamenti contrapposti (o “discorsi duplici”) che si possono effettuare con argomentazioni formalmente “razionali” per sviluppare al massimo le possibilità del linguaggio e dell’organizzazione logica del pensiero, cioè gli strumenti, le tecniche della comunicazione, ed imporre le proprie idee.
I Sofisti avvertono appieno la potenza della parola e la possibilità che il discorso possa essere strumento di dominio sulle masse. Essi sono ben consapevoli del fatto che, usando e modulando la parola in forma diversa a seconda delle situazioni e degli interlocutori, gli individui possano riuscire a soddisfare le proprie ambizioni. E proprio nell’ambito del linguaggio che essi, “maestri della parola”, hanno probabilmente dato il contributo maggiore all’avanzamento del sapere. L’avvento di questo ceto intellettuale è contestuale all’affermarsi, nella pòlis, di un altissimo livello di competitività, di un sempre più marcato individualismo negli atteggiamenti e nei comportamenti dei cittadini. L’uso sociale delle nuove tecniche sofistiche del discorso è spesso volto alla pura e semplice affermazione di sé, ad uno spregiudicato uso della parola ai fini della conquista del potere. Anche questo sconvolge dalle fondamenta la morale tradizionale.
Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove