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Dalla libera pòlis all’autorità di uno stato centralizzato



La filosofia è nata in Grecia, come abbiamo visto, in un’epoca di crisi di sovranità, nell’epoca, cioè, in cui si è formata la pòlis, la piccola comunità politica libera e indipendente. Nelle fasi successive dello sviluppo della società antica, quella crisi viene colmata prima dalle monarchie ellenistiche, poi dalla repubblica di Roma e soprattutto dallo Stato imperiale romano. Queste nuove strutture di potere dispongono di una solida autorità statale, che a sua volta si appoggia a un forte apparato burocratico, militare e giudiziario. Nasce, insomma, una forma di Stato più vicina a quella che noi conosciamo a partire dalla modernità occidentale.
Per quanto riguarda il pensiero filosofico, la formazione di forti Stati centralizzati e autoritari ha prodotto effetti di diversa natura: da un lato, essa ha definitivamente reso irrealistica e anacronistica l’antica pretesa della filosofia (ancora viva in Platone) di assurgere direttamente al potere politico, e di farne uno strumento per la riforma morale della società. Questo contribuisce alla trasformazione del filosofo da profeta e maestro di verità, aspirante alla regalità, in professore, insegnante di una disciplina particolare, per quanto importante e prestigiosa.

Istituzionalizzazione del pluralismo scolastico e riassestamento sistematico



Dall’altro lato, gli Stati ellenistici e quello romano hanno messo a disposizione dei filosofi importanti risorse per i loro studi, come le biblioteche pubbliche, e hanno accettato il pluralismo delle opinioni filosofiche, fino al punto di istituire, come abbiamo visto, cattedre statali di filosofia destinate alle principali tradizioni di pensiero. Questo pluralismo non è stato abolito neppure quando, con Costantino all’inizio del IV secolo, il cristianesimo diventa la religione ufficiale dell’Impero romano. Alla nuova situazione politica e sociale la filosofia reagisce organizzando un proprio riassestamento sistematico, imperniato sulla difesa delle sue grandi tradizioni di pensiero e sviluppando soprattutto il versante metafisico e teologico della propria ricerca (anche in rapporto alla sfida che il cristianesimo portava a quelle tradizioni, ora considerate pagane).
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