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Aristotele appoggia Platone nel credere che la condizione naturale dell'uomo è l'associazione. Se l'uomo non si assocerebbe,sarebbe un dio o una belva, ecco dunque perché viene considerato un animale politico. La massima forma di associazione, nonché la più complessa, è la pòlis, ma essa non è la prima. Sappiamo che la pòlisè caratterizzata da villaggi, a loro volta caratterizzati da famiglie. Dunque la famiglia costituisce il nucleo primitivo dell'associazione umana.Come è noto, essa è si viene a creare dall'indole dell'uomo e della donna di procreare. Nella struttura familiare ritroviamo: un capofamiglia, ovvero il maschio adulto, la donna, i figli, che saranno a loro volta capifamiglia e, per concludere, un numero variabile di schiavi. All'interno della famiglia, però, si vengono a creare delle relazioni di dipendenza naturale:L'uomo controlla la donna, la quale possiede libertà e la facoltà di deliberazione, ma manca di autorità. Sempre l'uomo, esercita la potestà sui figli ed un altro suo compito è anche quello di guidare gli schiavi, il cui interesse è quello di soddisfare colui che li possiede, attraverso lo svolgimento di alcuni lavori. Per Aristotele la famiglia ha anche una principale funzione economica nella società.

Dalla famiglia, dunque il nucleo primordiale, si passa alla pòlis, che come abbiamo accennato è la forma di associazione umana più complessa. Essa è una comunità di cittadinidove viene esercitato un potere diretto, senza, quindi, bisogno di rappresentanza. La riflessione aristotelica si rivolge a tutti i cittadini benestanti che, per svolgere l'attività politica, necessitano di proprietà private e schiavi che svolgano il loro lavoro. Schiavi, donne e lavoratori, invece, non sono ammessi alla partecipazione al governo, poichè, secondo Aristotele, il lavoro che essi svolgono toglie il tempo all'esercizio e all'acquisizione delle virtù politiche.
Aristotele, però, si pone lo stesso problema di Platone riguardante sia l'esercizio del potere sia l'identità di chi dovrebbe governare. Ma a differenza di Platone, per Aristotele, non sono i filosofi a dover comandare. Egli, inoltre, sviluppa una teoria individuando un criterio fondamentale, il numero di chi comanda:

  • Se uno governa, si parla di monarchia
    Se pochi governano, si parla di aristocrazia
    Se molti governano, si parla di politèia,
La politèia è la forma di governo migliore, in quanto consente il ricambio tra governati e governanti.
Chi governa, però, deve rispettare le leggi e gli interessi comuni, sennò si verrebbero a crerare:
  • La tirannide, che si sostituisce alla monarchia
    L' oligarchia, che si sostituisce all'aristocrazia
    La democrazia, che si sostituisce alla politèia
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