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Aristotele - La trattazione delle arti

L’opera Poetica di Aristotele, quella che si occupa della definizione e della trattazione delle arti e del loro ruolo nella vita degli uomini, è oggi purtroppo incompleta e si occupa dell’arte, in ogni sua forma. Il fine dell’arte è l’imitazione pura. Per Aristotele l’arte è di vitale importanza. Nella parte di Poetica che ci è rimasta si tratta soltanto della tragedia, che la mette in correlazione con la "commedia". Aristotele diede la definizione di tragedia e la confrontò con la commedia. Dal confronto emerse che la tragedia ha dei personaggi al di fuori del normale ed è una vicenda seria e compiuta che deve rispettare tre criteri fondamentali:
- unità di tempo, cioè la vicenda si deve svolgere in un arco di tempo ben determinato e non troppo lungo perché tutto deve essere rappresentato; (un esempio tipico è Romeo e Giulietta di Shakespeare)

- unità di luogo, cioè la vicenda si deve svolgere in un luogo circoscritto;
(vedi l'Edipo Re come esempio di ciò)
- unità d’azione, cioè la vicenda deve avere una trama ben precisa e tutti gli eventi devono essere concatenati tra loro in un senso logico.
L’arte è superiore alla storia. Entrambe si occupano della realtà: l’arte la imita, mentre la storia la racconta. La superiorità dell’arte sta nel fatto che esprime delle vicende verosimili che potrebbero avvenire in futuro e perciò l’arte assume un valore universale perché va aldilà del tempo e dei costumi umani. La storia non può essere universale perché è particolare per sua natura. Secondo Aristotele l’arte ha una funzione purificatrice (in greco catarsi) perché permette agli uomini, attraverso la rappresentazione di emozioni, di sospendere e di annullare le proprie. Una delle forme d’arte più importanti è la musica.

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