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Dall’indagine della natura all’indagine dell’uomo


Una diffusa tesi storiografica, in buona parte rispondente al vero, attribuisce al movimento sofistico il merito (o la colpa) di avere trasferito l’indagine filosofica dalla natura alla città e all’uomo. A differenza dei fisiologi ionici e dei naturalisti post-eleatici, che si interessano principalmente della natura (ossia dei processi che vi accadono e degli elementi che la compongono), i sofisti rivolgono la propria attenzione alla natura umana, alle condizioni e ai modi di vita all’interno della società, oltre che al linguaggio, strumento principale della comunicazione umana. Come abbiamo già detto, quest’idea è in larga parte vera, anche se alcuni sofisti orientano la propria indagine filosofica anche sul mondo e sulla sua struttura (o mancanza di struttura).
Un altro motivo che sembra accomunare molti sofisti consiste nella tendenza a collocare il fine della riflessione nell’utilità pratica (soprattutto sul piano politico e giudiziario) piuttosto che nella conoscenza teoretica.
Quella sofistica è, come vedremo, una vera e propria rivoluzione culturale (prima ancora che filosofica), che toccherà anche due filosofi che vi si opporranno più tenacemente, ossia Socrate e soprattutto Platone.

Sofistica


- ambito : trasferimento dell’indagine filosofica dalla natura all’uomo e all’ambiente
sociale in cui vive (città);
- strumento: centralità dello studio del linguaggio e delle sue potenzialità come strumento di intervento sul reale ;
- scopo: il fine della riflessione filosofica non è solo conoscitivo, ma soprattutto pratico.
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