Concetti Chiave
- Pitagora fondò la "Fratellanza pitagorica" a Crotone, creando una scuola con regole rigide e un'atmosfera sacrale simile a una setta religiosa.
- All'interno della scuola esistevano due tipi di discepoli: gli acusmatici, che non potevano esprimere opinioni, e i matematici, che avevano più libertà di parola.
- La partecipazione delle donne alle attività della scuola rappresentava un aspetto "moderno", contrariamente al loro ruolo tradizionale di sole fattrici.
- Pitagora sviluppò una teoria dell'anima influenzata dall'orfismo, credendo nella reincarnazione e nella possibilità di liberazione tramite pratiche ascetiche.
- Per ottenere la liberazione dell'anima, era necessario seguire precetti severi e dedicarsi alla filosofia, contemplando l'ordine universale dei numeri.
La scuola di Pitagora
Dai filosofi di Mileto ci spostiamo nelle colonie greche dell'Italia meridionale (Magna Grecia) e in Sicilia.
E fu proprio in questi luoghi che venne a stabilirsi Pitagora, a Crotone. Qui fondò la sua scuola filosofica “Fratellanza pitagorica”, caratterizzata da un'atmosfera sacrale. Pitagora era come una divinità per i suoi seguaci. La scuola pitagorica pareva una setta religiosa e tutti coloro che ne facevano parte dovevano sottostare a regole estremamente rigide
I discepoli e le regole
Esistevano due tipi di discepoli all'interno della setta:
-acusmatici(ascoltatori) non potevano intervenire, non avevano libertà di parola
-matematici potevano esprimere la propria opinione e porre domande
Sotto certi aspetti possiamo definire questa scuola "moderna" in quanto alle donne era concesso partecipare alle attività e allo studio. Prima invece erano considerate delle fattrici.
La teoria dell'anima
Pitagora elaborò una teoria riguardo al destino dell'anima che riprese da un movimento religioso del VI sec. a.C. della Grecia, l'orfismo, da Orfeo, il quale secondo la leggenda sarebbe sceso negli inferi per riportare in vita la moglie Euridice. Gli orfici credevano che, dopo la morte, l’anima si reincarnasse fino all’espiazione delle proprie colpe. Sì poteva però interrompere il ciclo delle rinascite attraverso pratiche o riti di purificazione, aiutando l'anima a ritornare più rapidamente agli dei.
Per ottenere la liberazione dell'anima bisognava sottoporsi a una vita ascetica e obbedire a precetti severi (es.: astenersi da rapporti sessuali o dal mangiare cibi particolari, abduzione corporale) ma anche all'esercizio della filosofia (contemplazione dell'ordine -legge dei numeri- così da riprodurre proporzione e misura nella sua vita)
Domande da interrogazione
- Quali erano le caratteristiche principali della scuola pitagorica fondata da Pitagora?
- Quali erano i due tipi di discepoli nella scuola pitagorica e quali diritti avevano?
- Qual era la teoria dell'anima secondo Pitagora e come si poteva ottenere la liberazione?
La scuola pitagorica, nota come "Fratellanza pitagorica", era caratterizzata da un'atmosfera sacrale e da regole rigide, simile a una setta religiosa, dove Pitagora era venerato come una divinità dai suoi seguaci.
Nella scuola pitagorica esistevano due tipi di discepoli: gli acusmatici, che non potevano intervenire e non avevano libertà di parola, e i matematici, che potevano esprimere opinioni e porre domande.
Pitagora elaborò una teoria dell'anima influenzata dall'orfismo, credendo nella reincarnazione fino all'espiazione delle colpe. La liberazione dell'anima si otteneva attraverso una vita ascetica, l'osservanza di precetti severi e l'esercizio della filosofia.