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I sofisti

I sofisti furono contemporanei ai fisici pluralisti e si svilupparono soprattutto ad Atene, centro della cultura e della politica. Alla fine del V secolo, Atene era la città più grande, più ricca, più influente politicamente e più democratica del contesto greco. Con il regime democratico del tempo, tutti i cittadini maschi erano chiamati a partecipare all’assemblea della città, a esprimere le loro opinioni, a votare e a ricoprire incarichi politici. Tutto questo implicava la capacità di parlare. Come risposta a questi bisogni si sviluppò la scuola sofista. I sofisti fecero molto scandalo tra i contemporanei, erano molto polemici e criticati; infatti il termine sofista è entrato nel linguaggio corrente con accezione negativa. In origine il termine sofista, prima dell’arrivo dei sofisti, era sinonimo di sapiente. Questa etichetta negativa è legata soprattutto alle critiche che Socrate, Platone e Aristotele muovono contro i sofisti. I sofisti, come già detto, erano nati per la necessità di saper argomentare una tesi ed esprimere le proprie opinioni in modo convincente. Successivamente la sofistica si occupò di tutti i problemi che riguardavano la politica. Un carattere comune dei sofisti fu quello di criticare violentemente tutti i loro predecessori perché ritenevano che il problema dell’archè non fosse realmente importante; ciò che veramente interessava all’uomo erano le questioni legate al suo essere uomo, come la capacità di parlare, di confrontarsi e di vivere insieme. In secondo luogo, contestavano la società del loro tempo, la religione e le strutture della città. I sofisti poi ruppero i confini della città: la differenza tra gli uomini venne fatta non dalla nascita, ma dalla ragione.

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