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GORGIA DI LENTINI

Gorgia nacque a Leontini o Lentini, in Sicilia tra Catania e Siracusa. Visse nel V secolo a.C. Fu discepolo di Empedocle di Agrigento e attraverso di lui conobbe le problematiche della filosofia. Insegnò in molte città della Grecia, soprattutto ad Atene ed ebbe ovunque numerosi discepoli. Le testimonianze antiche riferiscono che acquisì grandi ricchezze facendosi pagare lautamente per le sue lezioni. Alcune fonti affermano che si fece costruire una statua d’oro rappresentante sé stesso, statua da porre nel tempio di delfi quale offerta votiva. Secondo Platone l’insegnamento di Gorgia fu orientato a rendere abili nel parlare(arte della retorica). Sembra che sia morto all’età di 109 anni dopo aver condotto una vita dedicata allo studio e all’insegnamento. Non ebbe mai fissa dimora, né mai si sposò per non sobbarcarsi il peso di una famiglia. Interrogato sul segreto della sua longevità rispondeva che il segreto consisteva nel “ non aver mai compiuto nulla per far piacere ad un altro”: in pratica Gorgia affermava di non aver mai fatto favori agli altri e di non essersi mai preoccupato del prossimo. Gorgia mostra seri dubbi circa le possibilità dell’uomo di parlare con sicurezza dell’essere, degli dei e dell’origine del cosmo: per Gorgia l’uomo non può conoscere con sicurezza in che modo si è originato il cosmo, non può sapere se gli dei esistono o meno né quale sia il loro aspetto, non può conoscere a fondo l’essere o realtà. Il risultato della sua dottrina è la distruzione di ogni metafisica e la sfiducia completa nelle possibilità conoscitive della mente umana soprattutto quando, andando oltre l’esperienza, l’uomo pretende di conoscere gli assoluti metafisici(gli dei, l’origine del cosmo, l’anima).

L’unica cosa che conta per Gorgia è la potenza del linguaggio inteso come forza che riesce a trascinare la volontà degli uomini in quanto è in grado di calmare la paura, suscitare sdegno e commozione e aumentare la pietà. La parola è quindi importante; non per nulla Gorgia è tradizionalmente riconosciuto come il padre della retorica ossia dell’arte del ben parlare e del persuadere. Il valore educativo della retorica, riconosciuto già dalla poesia di Omero e di Esiodo, diventa in Gorgia lo strumento essenziale per far valere le proprie capacità individuali. Platone invece negò alla retorica valore educativo. Gorgia ha una visione pessimista dell’uomo e delle vicende umane; per Gorgia le azioni umane non sono rette dalla logica e dalla verità ma dalle circostanze positive o negative, dalle menzogne, dai vantaggi che un individuo può trarre dalle convenienze e da un ignoto destino che governa le azioni dell’uomo.
Questo è il senso più profondo dell’opera di Gorgia “Encomio di Elena” in cui Gorgia sostiene che la bella Elena seguì Paride abbandonando lo sposo Menelao non per colpa ma perché soggiogata da forza a lei superiore ossia dalla persuasione attraverso il discorso convincente di Paride, Gorgia condivide con i tragediografi greci il sentimento tragico dell’esistenza. Come altri sofisti Gorgia si occupò della formazione politica dei giovani ai quali insegnava soprattutto ad aver sempre ragione nei pubblici dibattiti grazie all’arte della retorica.

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