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Gorgia - Funzione persuasiva del linguaggio


Per il grande sofista siciliano, tuttavia, il fatto che il linguaggio sia eterogeneo e incommensurabile rispetto alla realtà (o a ciò che presumiamo essere tale) non costituisce un elemento di debolezza, ma rappresenta in un certo senso la ragione della sua straordinaria forza. Questo perché, secondo Gorgia, il linguaggio viene svincolato dalla realtà: non è più costretto a riprodurla, ma può muoversi liberamente e costruire qualcosa di simile a degli “universi paralleli”.
In particolare la parola, ormai svincolata dall’obbligo di sostenere la realtà, può rivolgersi all’anima di chi ascolta, allo scopo di persuaderla, di commuoverla, di calmarla, di infonderle coraggio e naturalmente anche di spaventarla. In un simile contesto si comprende facilmente come la retorica, ossia l’arte della parola, acquisisca una rilevanza assoluta, rappresentando infine la disciplina più importante. Per Gorgia la parola è il “gran dominatore”. Dalla parola e dalla capacità di usarla dipendono infatti i destini dell’uomo (e in qualche modo anche la possibilità di raggiungere la felicità). Uno straordinario esempio di capacità di usare la parola viene fornito da Gorgia nel suo splendido Encomio di Elena. Costei, come è noto, era considerata la responsabile della guerra di Troia e dunque dei terribili lutti arrecati ai greci e ai loro avversari troiani. Gorgia mostra con il suo encomio di poter smontare questa accusa, dimostrandone l’infondatezza: Elena, sostiene Gorgia, non è responsabile di ciò che ha fatto, perché la causa del suo comportamento, ossia l’abbandono del tetto coniugale al seguito dell’amante Paride, risiede:
1. nel disegno del caso; oppure
2. nel volere degli dei; oppure
3. nel decreto della necessità; oppure ancora
4. nella violenza di chi l’ha rapita; oppure
5. nella potenza irresistibile di Eros (ossia del richiamo amoroso); oppure infine
6. nelle capacità persuasive del linguaggio.
In tutti questi casi Elena non è affatto responsabile e quindi non può essere accusata. L’Encomio di Elena rappresenta uno degli esempi più suggestivi dell’abilità retorica dei sofisti e della loro straordinaria capacità di mettere in discussione ciò che si considera vero e affidabile in virtù di una tradizione consolidata e apparentemente inattaccabile.
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