Concetti Chiave
- La filosofia nasce come un affrancamento dal mito e dalla religione, caratterizzandosi come indagine basata sulla ragione e il pensiero.
- Giovanni Reale afferma che la filosofia è un'innovazione esclusivamente greca che ha guidato la civiltà occidentale verso una direzione diversa da quella orientale.
- Auguste Comte descrive tre stadi di evoluzione della conoscenza: teologico, metafisico e scientifico, ognuno con un diverso approccio alla realtà.
- La nascita della filosofia in Grecia è stata influenzata da scambi culturali, benessere economico, autonomia delle città-stato e la propensione dei filosofi a sfidare le convenzioni.
- La differenza principale tra filosofia greca e scienze orientali risiede nel fatto che la prima cerca una spiegazione organica della realtà, mentre le seconde si concentrano su applicazioni pratiche e settoriali.
Quali sono le origini della filosofia?
La filosofia è una forma di sapere , un tipo di riflessione. Nasce come una sorta di affrancamento progressivo dal mito e dalla religione, per costituirsi indagine basata sul logos (ragione, pensiero). Questo è un passaggio epocale per l’uomo.
Già dai tempi antichi si riteneva nata fra il VII e il V sec. a.C. in Grecia, e tutt’oggi sia come termine che come concetto è considerata dalla quasi totalità degli studiosi propria del genio greco, poiché non ha un corrispettivo o analogie con alcuna altra scienza di altri popoli dell’oriente.
Giovanni Reale, filosofo e docente, ribadisce il fatto che sia nata come novità in Grecia. Secondo la sua interpretazione la stessa civiltà occidentale ha preso una direzione differente da quella orientale grazie alla spinta della filosofia e sostiene che è stata la filosofia che in funzione delle sue categorie razionali, come l’evoluzione temporale, ha permesso la nascita di altre scienze.
Evoluzione della conoscenza secondo Comte
Un filosofo francese, Auguste Comte (1798-1857), considerato padre del positivismo, parlava di tre stadi di sviluppo della conoscenza e dell’uomo.
Il primo sarebbe quello teologico, costituito da miti e racconti religiosi
Il secondo sarebbe quello metafisico, che sfora la realtà nell’astratto e dove troviamo teorie in cui si mescolano quantità e qualità.
Il terzo è quello scientifico, formato da teorie formulate e provate secondo il metodo sperimentale.
Paragona la sua evoluzione a un bambino che crede nelle favole e quando inizia ad utilizzare la ragione, il logos, inizia a porsi dei concetti e si libera di questi pregiudizi.
L’inglese Francesco Bacone, filosofo giurista politico e saggista, parla di pregiudizi “idola” dell’uomo e della piazza.
Città-stato e primi filosofi
A partire dall’invasione dei Dori, nel XII sec. a.C. la civiltà ellenica cominciò ad organizzarsi in città-stato. Sono due i caratteri principali di queste nuove aggregazioni. Il primo è che erano politicamente autonome e orgogliose della propria diversità. Il secondo è che si trovavano nelle isole dell’Egeo. Sembra infatti che i primi filosofi siano vissuti su alcune di queste isole e sulle coste della penisola Anatolica.
Durante il VII-VI sec. a.C. si assiste ad un passaggio da un’economia basata sull’agricoltura e sulla pastorizia ad un’economia basata su artigianato e commercio che comporta uno scambio di culture, un travaso. Questo ha una connessione con l’operato dei primi filosofi, che si trovano in un ambiente favorevole economicamente parlando. Sono più autonomi e ricchi sia in pratica che intellettualmente.
La filosofia è nata ed ha trovato un humus legato alla libertà di pensiero e all’apertura intellettuale.
Atene e il pensiero filosofico
Le città greche dell’Asia Minore grazie alla loro posizione geografica fanno da ponte fra oriente e occidente. Durante la prima metà del quinto secolo la vita politica economica e culturale Greca conosce il suo massimo splendore ad Atene, cuore pulsante, che diventa terreno ideale per sviluppare il pensiero dei grandi filosofi greci: Socrate, Platone e Aristotele. Questi tre nomi sono strettamente legati fra loro anche dallo stesso ambiente dunque.
Contributi orientali e autonomia greca
Non sono mancate rivendicazioni da parte degli orientalisti ma alcune idee sono state addotte per la nascita della filosofia in Grecia. In epoca classica nessuno dei filosofi né degli storici fa accenno ad una presunta derivazione della filosofia dall’oriente.
Gli elementi determinanti per la nascita della filosofia furono dunque:
L’arricchimento del bagaglio culturale grazie a scambi e commerci con altre culture
L’affrancamento del logos
Un benessere generale
L’autonomia e l’orgoglio della diversità
La forza dei filosofi di andare controcorrente
Secondo Real è storicamente dimostrato che i popoli orientali, con i quali i greci erano in contatto, possedevano una sapienza fatta di convinzioni religiose, di miti teologici e cosmogonici ma non una scienza filosofica basata sulla pura ragione, sul logos. Inoltre, sostiene che non si conosce nessun utilizzo da parte dei greci di scritti orientali, né di traduzioni dei medesimi. Infatti, in epoca classica nessuno dei filosofi fa accenno alla nascita della filosofia in oriente.
Da ultimo, aggiunge che anche se vi fosse qualche contaminazione orientale ( e con una nota polemica dice “il che è tutto da dimostrare”) non cambierebbe il fatto che la filosofia nata in Grecia ha rappresentato una nuova forma di espressione spirituale caratterizzata da una forma rigorosamente logica. questa diventerà la definizione di filosofia.
Differenze tra filosofia greca e scienze orientali
Per non essere ingiustamente detrattori del mondo orientale, comunque ricchissimo, bisogna dire che i greci presero alcune conoscenze scientifiche, matematiche, geometriche da questi popoli, in particolare dagli Egizi e nozioni astronomiche in particolare da persiani e babilonesi.
Mentre i popoli orientali usavano queste conoscenze per scopi eminentemente pratici (ad esempio la costruzione di opere grandiose), i greci sono riusciti a fare di queste una organica costruzione razionale. Si pensi solo al lavoro compiuto da Pitagora che costruisce una teoria generale dei numeri.
In fondo, la diversità fra filosofia greca e scienze orientali è che nelle ultime c’è una settorialità e un utilizzo pratico, mentre in occidente la filosofia nasce nel tentativo di fare qualcosa di organico per dare una spiegazione a 360° della realtà.
Scopi e natura della filosofia
La filosofia nasce con l’obiettivo di non aver scopi pratici, come dice Aristotele, ma con lo scopo dell’amore per il sapere, per il puro bisogno e desiderio di conoscere, senza essere asservita a nessuno scopo pratico. “tutte le altre scienze saranno più utili ma la filosofia sarà la più grande”
Così primi filosofi furono contemporaneamente fisici politici matematici astronomi e letterati, tanto che i loro contemporanei li chiamano sapienti.
Un altro elemento della filosofia greca è il bisogno di ricondurre all’ordine (cosmos in greco) ciò che l’uomo sente essere fuori controllo, nel caos (abisso, voragine)
Elementi preparatori della filosofia
La filosofia nasce “già grande” grazie alle forme preparatore alla nascita della filosofia. Per capire la filosofia di un popolo bisogna comprenderne l’arte (che comprende anche la poesia), la religione , le condizioni socio-politiche e economiche.
La prima perché la grande arte tenta di raggiungere per via mitica e fantastica cioè grazie a intuizioni e immaginazione obiettivi propri della grande filosofia
La religione analogamente all’arte tende a raggiungere grazia a rappresentazioni non propriamente concettuali e legate ala fede obiettivi propri della filosofia.
Il background sociale e le condizioni politiche possono favorire o osteggiare lo sviluppo di un pensiero.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine della filosofia e come si distingue da altre forme di sapere?
- Quali sono i tre stadi di sviluppo della conoscenza secondo Auguste Comte?
- In che modo le città-stato greche hanno influenzato la nascita della filosofia?
- Quali sono le differenze tra la filosofia greca e le scienze orientali?
- Qual è lo scopo principale della filosofia secondo Aristotele?
La filosofia nasce come un'affrancamento dal mito e dalla religione, costituendosi come indagine basata sul logos, ovvero la ragione e il pensiero. Questo passaggio epocale è considerato un'esclusiva del genio greco, senza analogie in altre culture orientali.
Comte descrive tre stadi: il teologico, basato su miti; il metafisico, che esplora l'astratto; e il scientifico, fondato su teorie verificate attraverso il metodo sperimentale, simile all'evoluzione del pensiero umano.
Le città-stato, autonome e culturalmente diverse, hanno creato un ambiente favorevole per i primi filosofi, favorendo un'economia basata su artigianato e commercio, che ha stimolato lo scambio culturale e l'apertura intellettuale.
Mentre le scienze orientali si concentrano su applicazioni pratiche, la filosofia greca cerca di costruire una spiegazione organica della realtà, come dimostra il lavoro di filosofi come Pitagora, che ha sviluppato una teoria generale dei numeri.
Aristotele afferma che la filosofia non ha scopi pratici, ma nasce dall'amore per il sapere e dal desiderio di conoscere, posizionandosi come la forma di sapere più grande, anche se le altre scienze possono risultare più utili.