pexolo di pexolo
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Filosofia - lògos


Ha due macrosignificati: nell’antichità indica il passaggio dal pensiero dogmatico (mito) al pensiero argomentativo, quindi inteso come struttura razionale e relazionale dell’universo (Eraclìto), princìpio di tutte le cose, mentre nel medioevo indica la verità rivelata; questi due modi di intendere il lògos rappresentano due modi diversi di fare filosofia, uscendo dal dogma e a partire da una rivelazione. Mentre per i cristiani il princìpio era il lògos, inteso come parola che crea ogni cosa, ma anche parola stessa di Dio, il verbo creatore; per i greci “tutto è da sempre” e il lògos è proprio la razionalità che può cogliersi nell’universo, laddove questo è già dato: nulla è al princìpio.
Viene da lèghein, “dire come raccogliere, mettere insieme e radunare”; in genere si traduce con “ragione”, ma alcuni ritengono che dovrebbe tradursi piuttosto con l’espressione “la regola”, o “legge ontologica”, secondo cui tutte le cose si realizzano; in questo caso il lògos sarebbe comune a tutte le cose: che ordina ed in cui partecipa. Ciò che governa tutte le cose è intelligenza che si connette al lògos. Etimologicamente e originariamente, il termine lògos significa “parola, discorso, racconto”: dunque, paradossalmente, è molto vicino al significato della parola mito (racconto); solo successivamente verrà a significare “discorso argomentato e capace di fornire dimostrazioni, di dare ragioni di sé”. Per Eraclìto, il lògos dell’uomo rispecchia il lògos che è nella realtà.
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