Ominide 1445 punti

Ellenismo

Con il termine ellenismo si indica il periodo compreso fra la morte di Alessandro Magno nel 323 aC e la conquista romana del regno di Egitto del 30 aC. In questo periodo il percorso filosofico risente delle conseguenze storico – politiche, in quanto la Grecia è inglobata nel regno Macedone e si assiste alla creazione di una serie di grandi regni. In questa situazione la condizione dell’uomo passa da quella di cittadino compartecipe della vita politica della città, a quella di suddito, che deve subire le decisioni prese da un monarca lontano, rispetto alle quali si sente impotente. Il pensiero filosofico è segnato da questo cambiamento e fu indotto a non rivolgersi più verso l’esterno, quindi l’oggetto di studio e il fine cessano di essere politici, come lo erano con Platone ed Aristotele, ma il filosofo mira a supportare l’uomo smarrito, insicuro e timoroso, e tende a dare a questa condizione umana un’ancora di salvezza, dei principi che conducano all’apatia e all’atarassia, ossia all’assenza di passione e alla tranquillità dell’anima. Il fine della filosofia diventa perciò condurre l’uomo verso la felicità, che coincide con la pace interiore, intesa come presa d’atto della propria condizione e partendo da questa, mira alla sistemazione il più possibile indolore. Dal punto di vista culturale si nota una separazione delle scienze dalla filosofia, infatti queste trovano uno sviluppo e una divisione nei loro rispettivi ambiti di studio e di ricerca e in questo modo si approfondisce il solco tra una scienza e l’altra. Sul modello del liceo aristotelico, si studiano i vari ambiti della natura e delle scienze, ognuna con il proprio oggetto. Nasce la filologia, disciplina che si occupa di catalogare i testi, di sistematizzarli in base all’autore, cercando di collocarli storicamente e ricercandone l’autenticità e l’origine. Questo avviene soprattutto nella grande Biblioteca di Alessandria d’Egitto, che arriva catalogare 700.000 papiri, e nel Museo, centro di studi e di sviluppo delle scienze. Queste scienze vengono coltivate senza ricaduta sociale, poiché si separano dalla società e non vengono diffuse tra la popolazione, il sapere diventa sempre più teorico e approfondito e aumenta di conseguenza il divario fra scienza e tecnica, in quanto le scoperte non davano adito ad invenzioni, poiché non ve n’era il bisogno grazie alla presenza degli schiavi, anche perché l’occupazione manuale era vista con discredito. In questo periodo vi sono tre filosofie principali che hanno di mira la felicità dell’uomo: l’epicureismo, lo stoicismo e lo scetticismo.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017